Consorzio, accordo con Piacenza
Con l'acquisizione del Cap di Pavia, il Consorzio "Terre padane nato recentemente dall'unione del Cap di Piacenza con quello di Milano potrà operare su una superficie agricola, vocata prevalentemente a riso (Lomellina) e vino (Oltrepo pavese) di oltre 180.000 ettari. «È un accordo importante - sottolinea il presidente del Cap Terre padane Marco Crotti a un portale web della provincia di Piacenza – giunto al termine di sette mesi di trattativa e che diventerà operativo dal 1° agosto. Va subito chiarito che noi non prendiamo in carico (come è già avvenuto per Milano ndr), la situazione pregressa che aveva determinato il commissariamento del Cap di Pavia che presentava un fatturato di circa 40 milioni Euro. Noi prenderemo in carico, per ora in affitto e successivamente in acquisto, edifici strategici ed un sementificio, in partnership con una ditta specializzata del settore». In un anno Terrepadane ha visto crescere del 50% il fatturato e ha quasi raddoppiato i dipendenti, passati da 60 a 100. di Anna Ghezzi wPAVIA Dodici lavoratori assunti, quattro accompagnati alla pensione e uno spiraglio per non lasciare a piedi gli otto che rimarrebbero esclusi: sono queste le prime indiscrezioni su un accordo (che ufficialmente ancora non c'è ma è sempre più vicino) per il salvataggio del consorzio agrario di Pavia da parte del consorzio agrario Terrepadane di Piacenza e di un secondo attore misterioso interessato ad affittare il ramo d'azienda della "produzione", ovvero il sementificio. E se a Piacenza già si annuncia un accordo raggiunto e operativo dal primo agosto dopo sette mesi di trattativa e il presidente di Terrepadane Marco Crotti si dice particolarmente soddisfatto del risultato della riunione, a Pavia tutti usano cautela. Il senso? Evitare illusioni: non si potrà cantare vittoria per le sorti del Consorzio di via Bellingera e dei 26 dipendenti fino a che il ministero dell'agricoltura e il ministero dello sviluppo economico non daranno l'ok alla cessione dei rami d'azienda. L'altro ieri all'incontro in strada Bellingera c'erano i sindacati, il commissario commissario Virgilio Sallorenzo, Davide Ottini per il Comune, il direttore generale di Terrepadane Dante Pattini, i legali e il secondo acquirente privato del settore, che per ora vuole restare in incognito. Sarebbe un'azienda grande, della zona. Il commissario Sallorenzo sarà a Roma martedì e mercoledì, giovedì, se tutto va bene, potrebbe esserci l'annuncio ufficiale. I lavoratori fremono ma non vogliono illudersi: «Non c'è nulla di definitivo, non abbiamo ancora raggiunto un accordo totale sulla questione del lavoro anche se le posizioni si sono avvicinate di molto – spiega il rappresentante sindacale aziendale Massimo Guaitani – La trattativa ha dunque fatto notevoli passi in avanti. Tutto potrà essere davvero rimesso in gioco se e quando il Ministero darà l'ok all'operazione, speriamo che accada al più presto». Il timore è che una trattativa che dura già da sette mesi possa allungarsi fino all'autunno per le vacanze di burocrati e politici. In serata venerdì è stato raggiunto un accordo sindacale: lo scopo dei pavesi resta la salvaguardia dei posti di lavoro da un lato e dell'attività prioduttiva sul territorio. «Ora abbiamo una base su cui discutere, se tutto verrà mantenuto è una proposta che giudichiamo positiva e abbiamo preso seriamente in considerazione. Mancano però ancora alcuni elementi». Il Comune mantiene il riserbo su una trattativa che attende l'ok più importante. Il sindaco Massimo Depaoli vuole aspettare che il ministero dia la sua autorizzazione a quanto sembra prendere forma dopo l'incontro dell'altra sera, il consigliere Davide Ottini mette le mani avanti: «L'ok del ministero è fondamentale per poter parlare di qualunque cosa», spiega. Quello che ha distinto gli ultimi tavoli da quelli precedenti è stato il fatto che il Comune sul tavolo avrebbe messo la possibilità di concedere sgravi fiscali sugli immobili oggetto di cessione, rinunciando dunque a percepire una cifra che ancora deve essere resa pubblica. Sulla vicenda consorzio i contatti tra i livelli di amministrazione locale e il Governo si sono avvalsi anche dell'aiuto dell'ex parlamentare Angelo Zucchi, ora incaricato della segreteria del ministro dell'agricoltura Maurizio Martina.