«Capannoni abusivi, 9 a giudizio»

I nomi dei dirigenti comunali Angelo Moro e Francesco Grecchi erano già emersi in altre inchieste sull'urbanistica. Moro, ex dirigente dell'ufficio urbanistica e ora al settore Ecologia, è coinvolto nell'inchiesta sulle case di Punta est ma è anche il primo imputato ad affrontare il processo per il caso Green campus, sulle residenze universitarie al Cravino realizzate, secondo l'accusa, con autorizzazioni irregolari. A Moro, che è difeso dagli avvocati Yuri e Graziano Lissandrin, viene contestato di avere firmato un permesso a costruire illegittimo e di avere così procurato agli amministratori della società Arco, che avevano venduto i terreni a Green Campus, un ricavo di 4 milioni e 390mila euro, e alla società Green Campus un vantaggio patrimoniale di 13 milioni e 468mila euro. Anche Grecchi (prima all'Urbanistica, ora ai Lavori pubblici) rischia il processo per lo stesso caso (è stato chiesto il rinvio a giudizio), ma con l'accusa di non avere svolto il suo controllo nella procedura edilizia. di Maria Fiore wPAVIA Abuso d'ufficio, abuso edilizio, falso ed esercizio abusivo della professione. Sono le accuse che fanno da sfondo alla richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore Paolo Mazza, per nove persone, in relazione al caso dei capannoni sulla Vigentina realizzati, per l'accusa, violando le norme urbanistiche. I capannoni furono per questo sequestrati a gennaio 2013, per essere dissequestrati un anno dopo, su ricorso delle imprese proprietarie. La decisione del Riesame, però, evidentemente non ha modificato l'impostazione della procura. Che proprio sul tema dell'urbanistica ha concentrato la propria attenzione negli ultimi quattro anni, come dimostrano anche le inchieste di Punta est e di Green campus. La richiesta di processo (che sarà esaminata in udienza preliminare il 25 settembre, davanti al giudice Carlo Pasta) riguarda tre funzionari del Comune di Pavia, che si erano occupati delle pratiche edilizie degli edifici sulla Vigentina, tre professionisti e i tre proprietari di terreni e capannoni. L'accusa di abuso d'ufficio riguarda Gregorio Praderio, che nel 2007 era dirigente del settore Ambiente e territorio del Comune di Pavia, e i due funzionari comunali dell'urbanistica Francesco Grecchi (ora dirigente ai Lavori pubblici) e Angelo Moro (ora al settore Ecologia, già a processo per il caso Green campus)). I tre funzionari, in periodi diversi, avrebbero rilasciato permessi a costruire in assenza, secondo l'accusa, dei requisiti necessari. Alla base dell'inchiesta ci sono presunte violazioni di carattere paesaggistico e urbanistico: tra i capannoni e la strada ci sarebbero dovuti essere almeno 20 metri, mentre la distanza è di circa 5 metri. Irregolarità, per la procura, ci sono, anche sull'altezza degli edifici, superiore al limite dei 12 metri. Infine, ci sarebbe stato uno sbancamento non autorizzato del terreno, con un'alterazione dei luoghi, che aveva spinto anche alcuni residenti vicini a presentare un esposto. Rischiano il processo anche Maurizio Mottadelli, 56 anni, e Francesco Carini, 46 anni, entrambi di Pavia, utilizzatori dei terreni, e Pietro Toselli, 72 anni di Carbonara, titolare di uno dei due capannoni. Dovranno presentarsi davanti al giudice anche i professionisti che avevano firmato i progetti per la costruzione dei capannoni. Sono accusati di esercizio abusivo della professione i geometri di Pavia Claudio Cavanna, 42 anni, e Fabio Signorelli, di 45 anni: per l'accusa avrebbero redatto i progetti relativi alle richieste di permesso a costruire presentate, tra il 2008 e il 2010, per conto della società che costruiva senza avere il titolo di ingegnere o architetto. Solo Signorelli deve rispondere anche di abuso d'ufficio perché in qualità di componente della Commissione per il paesaggio del Comune e nello stesso tempo di direttore dei lavori per i capannoni non si sarebbe astenuto dalla seduta della Commissione in cui si discuteva proprio dell'intervento sulla Vigentina. Un terzo progettista, l'architetto di Pavia Vincenzo Nicolaio, di 53 anni, è invece accusato di abuso edilizio e di falso: in un certificato avrebbe attestato che le opere descritte nel progetto non avrebbero modificato lo stato dei luoghi e che l'intervento «era conforme agli strumenti urbanistici vigenti».