Camera, stretta sugli stipendi

Silvio Berlusconi continuerà a non avere un documento d'identità valido per l'espatrio. Lo ha deciso il Tar del Lazio, respingendo il ricorso proposto dall'ex premier per sollecitare l'annullamento del provvedimento con il quale la Questura di Roma ha respinto la richiesta di cancellazione dell'annotazione "documento non valido ai fini dell'espatrio" sul suo documento d'identità, disposta dopo il passaggio in giudicato della sentenza Mediaset. Per il Tar del Lazio «non è la semplice condanna penale che automaticamente legittima la restrizione - si legge nella sentenza - bensì una condanna penale non ancora espiata; e la ragione della limitazione non è collegata alla gravità del reato accertato (quando la pena è stata scontata) ma alla necessità per lo Stato di rendere effettiva e agevolmente eseguibile la condanna penale». ROMA Anche per gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato arriva il tetto di 240mila euro previsto dal dl Irpef per la Pubblica amministrazione, e si annuncia un taglio proporzionale anche per le retribuzioni di commessi, segretari e documentaristi. Una "botta" al portafoglio che non va giù ai lavoratori di Montecitorio. I quali, alla fine della riunione dell'ok alle linee guida sui tetti salariali, hanno accolto con polemici applausi e urla, cosa mai vista nel Palazzo, i membri dell'Ufficio di presidenza e la stessa presidente della Camera. Ma Laura Boldrini, pur rattristata dall'inedita manifestazione, difende la scelta assunta, e invita i lavoratori a «responsabilità e consapevolezza». Perché, sottolinea, «il Paese reale è un altro». Dalla fine del 2014, dunque, per dare «un contributo al risanamento dei conti dello Stato», a Montecitorio e a Palazzo Madama nessuno stipendio apicale potrà superare i 240mila euro all'anno al netto della contribuzione previdenziale (l'8,8% della retribuzione). Il tetto massimo per i consiglieri parlamentari, deciso alla Camera, con il no di Fdi e l'astensione della Lega, sarà proporzionalmente più basso per le altre categorie. Anche se questi altri tetti non sono ancora fissati: è un tema sul tavolo del confronto con le organizzazioni sindacali e su cui i sindacati annunciano barricate. «Chi - spiega la vicepresidente della Camera Marina Sereni - al momento ha uno stipendio inferiore al tetto vedrà fermarsene la crescita al raggiungimento di quella cifra. Chi invece lo supera subirà una riduzione straordinaria tra il 2014 ed il 2017 fino al raggiungimento del proprio tetto retributivo di riferimento». Aperto anche il tema delle indennità di funzione, aggiuntive al tetto, per le figure apicali dell'amministrazione. La Camera intanto recede dal contratto di affitto per i Palazzi Marini, gli edifici di proprietà dell'imprenditore Sergio Scarpellini che ospitano gli uffici dei deputati, assai costosi. Lo ha deciso all'unanimità l'ufficio di presidenza di Montecitorio.Per il primo febbraio 2015, la Camera potrà lasciare i palazzi