Manca personale, agosto critico al Pronto soccorso
Lavorare al Servizio prevenzione diagnosi cura (Spdc), l'ex repartino psichiatrico dell'ospedale di Voghera, comporta dei rischi. Ne sanno qualcosa i sei infermieri messi fuori combattimento negli ultimi due mesi da pazienti che avevano perso il controllo. Questa catena impressionante di infortuni ha accentuato le difficoltà del dipartimento di Psichiatria, sempre legate a carenze di personale specializzato. Situazione critica anche a Villa Morini, comunità protetta vogherese dove sono rimasti in servizio soltanto due infermieri su una dotazione ottimale di sei e l'attività viene garantita attraverso sostituzioni e rimpiazzi provenienti dalle altre comunità protette di Mornico Losana e Casteggio, e dallo stesso Spdc. «Le lacune di organico sono particolarmente gravi a Psichiatria, ma ormai riguardano pressochè tutti i reparti – attacca Sandro Gattone, coordinatore rsu – Il piano assunzioni presentato dall'Azienda ospedaliera è del tutto inadeguato non dico a risolvere ma anche solo a migliorare questo pesante scenario. Servirebbero ben altre risposte, anzichè numeri assolutamente insufficienti». di Roberto Lodigiani wVOGHERA Il Pronto soccorso rischia di nuovo il collasso, a causa della cronica carenza di personale aggravata dalla mancata conferma di un medico con contratto a termine in scadenza a giugno (è di ieri, però, la promessa dell'Azienda ospedaliera di sostituirlo entro la prossima settimana) e dalle dimissioni di altri tre colleghi e di alcuni infermieri professionali che alla sistemazione precaria di Voghera hanno preferito quella stabile in altre strutture sanitarie. In bilico il mantenimento dei turni di servizio ad agosto, mese tradizionalmente più critico poichè alle solite lacune di organico si accompagnano le assenze per ferie. Insomma, la coperta è sempre più corta e il Ps, prima linea del fronte per l'ospedale civile è sotto pressione. La mole crescente di accessi, che supera ormai quota trentacinquemila all'anno, aumenta a dismisura l'impegno di un personale numericamente insufficiente, da un lato, i tempi di attesa per le visite dall'altro, fino al limite di otto-dieci ore nei casi meno gravi (da codice verde, per intenderci) nei giorni di maggiore affluenza. La mancanza di medici e infermieri non consente neppure il funzionamento ottimale dell'astanteria, che potrebbe rappresentare un filtro utile a ridurre i ricoveri in reparto, con i pazienti trattenuti in osservazione fino a 72 ore prima delle dimissioni o del ricovero, mentre adesso - spiegano al Pronto soccorso - con tre sole unità tra medici e infermieri per turno (ne servirebbero almeno quattro), non si riesce ad andare oltre le ventiquattro ore di osservazione e questo accresce, inevitabilmente, il flusso dei ricoveri, anche quando non sarebbero strettamente necessari. Uno stato di crisi strisciante all'attenzione del sindacato. E non solo. Roberto Gallotti, capogruppo Pd, ex dipendente Asl ora in pensione, preannuncia un'interpellanza al sindaco Barbieri per portare il caso nell'aula del consiglio comunale. E sottolinea: «La vicenda del Pronto soccorso di Voghera rende più che mai evidente l'immobilismo della direzione generale dell'Azienda che rischia di generare situazioni estremamente dannose per i cittadini, di fronte alle quali non resteremmo passivi, ma richiederemmo l'intervento degli organismi competenti per la tutela della salute: sindaco e prefetto». Quindi la bocciatura del Piano di assunzioni aziendale, con «scelte per l'ospedale di Voghera limitate e incomprensibili». Come la sostituzione del primario di Anestesia e rianimazione, che «sostituirebbe risorse all'assunzione di specialisti indispensabili per il funzionamento della Stroke unit di Neurologia», mentre Chirurgia e Cardiologia attendono ancora la nomina del nuovo responsabile, benchè Voghera sia «sede di Dea (Dipartimento emergenza accettazione) di primo livello». Critiche aspre al piano sono state espresse anche dalle organizzazioni sindacali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA