A scuola di ambiente dopo il diploma

SANNAZZARO Alla crisi occupazionale ed all'annuncio che Eni azzererà le assunzioni dirette, si risponde con l'alta specializzazione; il tentativo di rilancio della zona passa dalla formazione innovativa. A Sannazzaro si studia un ciclo di studio diretto ai giovani, a coloro che in fase di post-diploma potranno specializzarsi in materie molto vicine ai temi ambientali, alla sicurezza, alla prevenzione, all'analisi dei rischi sul lavoro, alla green economy. Insomma, in alternativa al settore petrolifero, potrebbe nascere un "laboratorio scientifico" mettendo a frutto le conoscenze, le abilità e le risorse che sono maturate in tanti anni di impatto-Eni sul bacino. Il vicesindaco Pierangelo Fazzini conferma: «Siamo sulla strada buona per continuare l'esperienza passata del Master post-laurea che abbiamo realizzato al Centro Mattei con il Gruppo Eni e l'Università di Pavia. La scuola che si vuole riattivare a Sannazzaro non sarà un master, ma semplicemente un centro di specializzazione. Ci serviremo degli apporti dell'Università, soprattutto delle nuove soluzioni formative varate da Regione e Provincia, probabilmente di Eni, delle ditte specializzate che operano da anni nell'indotto del petrolifero, della scuola professionale Ipsia che da anni è una realtà formativa in zona». Non a caso, le esigenze del territorio si misurano dal fatto che proprio l'Ipsia aumenta annualmente le iscrizioni: a settembre costituirà una sezione terza in più e i suoi alunni toccheranno per la prima volta le 150 unità. Ancora Fazzini: «Dobbiamo potenziare la fucina di conoscenze. Tale bagaglio va diffuso tra i giovani che intendono entrare nel mondo del lavoro. Si dovranno formare figure destinate soprattutto all'indotto ma anche ad altre aziende provinciali in cui sicurezza, ambiente, prevenzione dei rischi sono temi dominanti». Insomma, quella futura (difficile ipotizzare i tempi di avvio) sarà una scuola destinata a diverse realtà produttive provinciali, ben diverse dal polo petrolifero. «Sarà l'unico polo formativo in grado di dotare i neo-diplomati di un bagaglio tecnico in materia di tutela ambientale, sviluppo energetico, green economy, analisi dei rischi». Insomma, non più solo Eni dopo l'azzeramento delle assunzioni dirette, ma anche molte altre realtà provinciali. Paolo Calvi