Artigiani, a rischio 95mila euro

di Maria Fiore wPAVIA Mentre la procura di Lodi si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per gli indagati nell'inchiesta per truffa sui progetti degli artigiani, resta ancora sospeso, ormai da un anno, il ricorso fatto dalla stessa Confartigianato Pavia contro la Regione, che chiede la restituzione dei finanziamenti dei progetti. In ballo ci sono 95.155 euro versati dalla Regione per il progetto "One to plus", proposto dall'associazione artigiani di Pavia, uno dei tre progetti su cui è caduto l'occhio della magistratura (gli altri due sono il progetto Safety, da 82.500 euro, e Sos edilizia, da 51.969 euro) per presunte irregolarità: secondo la procura di Lodi, infatti, sarebbero state gonfiate fatture per l'acquisto di beni e servizi relativi ai progetti allo scopo di ottenere i finanziamenti. Per questo, a giugno dello scorso anno, la Regione aveva chiesto indietro una fetta dei finanziamenti. Pochi giorni fa si è svolta l'ultima udienza della causa civile davanti al tribunale di Milano, dove la Regione ha ribadito la sua richiesta di restituzione del denaro mentre Confartigianato ha confermato la sua opposizione. Ma la decisione che l'associazione attendeva da mesi non è arrivata: il giudice, infatti, si è riservato. Su un binario diverso, e a un'altra velocità, procede invece l'inchiesta penale. Un mese e messo fa cinque avvisi di conclusione delle indagini erano stati notificati a Ezio Tiraboschi, fino allo scorso dicembre direttore di Confartigianato Pavia, all'ex vicedirettore della stessa associazione Pietro Rizzi, al segretario generale degli Artigiani di Lodi, Vittorio Boselli, e ai due imprenditori Marco Pochintesta, rappresentante della società "Sicurezza e Ambiente Engineering Srl" con sede in via Pollak a Pavia, e Luigi Brambilla, responsabile pro-tempore della ditta "Custodia Srl" di Bergamo. Gli indagati non hanno chiesto di essere sentiti e la procura si prepara a chiedere il rinvio a giudizio. I fatti al centro dell'indagine (partita da un esposto dell'ex presidente di Confartigianato Pavia Giuseppe Daidone) risalgono al 2010 e 2011, quando regione Lombardia insieme a Unioncamere, decide di finanziare alcuni progetti destinati a incrementare la competitività delle imprese artigiane del Pavese e del Lodigiano. Per questi progetti, dice l'accusa, i funzionari degli enti avrebbero, con la complicità degli imprenditori, simulato l'acquisto di beni e servizi per ottenere i fondi regionali. La Regione, infatti, rimborsava l'80 per cento delle fatture. In tutto, la procura contesta un importo di 230mila euro. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA