La squadra di "Ultimo" indaga sui danni

ISOLA DEL GIGLIO Anche gli uomini del capitano "Ultimo" sbarcheranno nei prossimi giorni al Giglio su disposizione dell'autorità giudiziaria. La squadra dell'ufficiale dell'Arma che nel gennaio del 1993 mise le manette ai polsi di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa nostra, e che da colonnello comanda ora il Nucleo operativo Ecologico dei Carabinieri (Noe) proseguiranno le indagini sull'impatto ambientale provocato dal naufragio della Concordia, ma soprattutto dai colossali lavori di ingegneria che sono stati necessari per rimuovere il relitto dalla secca della Gabbianara. Il quadro in cui si muoveranno è quello dell'inchiesta sul danno ambientale guidata dalla procura di Grosseto: un'inchiesta per la quale i pm avevano presentato una richiesta di archiviazione bruscamente ritirata in seguito ad un rapporto dell'Ispra (l'istituto Superiore di protezione ambientale) sullo stato del fondale nell'area del cantiere. Ma già ieri, sull'isola, sono arrivati i periti della procura - e i sommozzatori dei carabinieri incaricati di immergersi per ispezionare la situazione. In mattinata hanno compiuto un sopralluogo all'esterno del cantiere poiché i cavi collegati alla nave - ieri ancora in trazione - non consentivano un'ispezione nell'area interna, ovvero nello specchio di mare tra il relitto e la costa. E sott'acqua, assieme ai sub dell'Arma, sono scesi anche i due periti, l'ingegnere navale Antonio Scamardello e il professore Giovanni Fulvio Russo, ordinario di ecologia all'Università degli studi di Napoli Parthenope. Oggi, una volta che la Concordia avrà lasciato le acque del Giglio, comincerà una serie di nuovi sopralluoghi subacquei nel cantiere vero e proprio. Scopo: verificare la quantità di sedimenti prodotti e di detriti lasciati, stabilire quale è stato l'impatto dei lavori di costruzione della maxi piattaforma in acciaio e cemento servita a sorreggere la nave - e il peso dei cassoni di zavorra - durante questi 31 mesi. Ma nelle prossime ore anche i sommozzatori dei Vigili del fuoco torneranno in azione con un compito della massima delicatezza: cercare i resti di Rebello Russel, l'ultimo disperso che manca all'appello. Non un passeggero in crociera, ma un membro dell'equipaggio, un giovane e coraggioso cameriere indiano morto dopo aver messo in salvo decine di persone.(n.a) ©RIPRODUZIONE RISERVATA