Furti di biciclette in città Quasi un colpo al giorno
PAVIA Dalla finestra di casa, affacciata sul piazzale della stazione, un residente nota un uomo che si aggira tra le biciclette agganciate alle rastrelliere. Sono le 10.30 del mattino. Lo sconosciuto è ben vestito ma ha un fare sospetto, si guarda attorno, si piega e armeggia con un attrezzo. Il residente chiama la polizia e, racconta lui stesso, in pochi attimi arriva una pattuglia. Gli agenti del 113 fermano l'uomo, uno straniero di 39 anni originario del Marocco, con un tronchesino in mano. L'ennesimo ladro di biciclette, questa volta colto sul fatto e denunciato. Via Oberdan, ieri pomeriggio: spariscono altre due bici da un cortile. Da via Cavallotti, lunedì, arriva la chiamata di una ragazza che aveva lasciato la sua due-ruote agganciata a un palo ed è sparita nottetempo. L'elenco potrebbe continuare. Basta lanciare l'amo sui social network e la pesca è assicurata. Bici rubate per strada, prelevate dai cortili interni delle abitazioni. Pietro aveva legato una Bianchi in piazza Guicciardi ed è sparita, quella di Ilaria era nel sottoscala del condominio. A Rosella ne hanno rubata una nel cortile, dopo aver scavalcato un cancello, e un'altra fuori dall'ufficio. Riccardo ha trovato solo la catena, tranciata di netto, in piazza del Lino. Senza contare quelle che vengono vandalizzate: sella, ruote, accessori. Non c'è una geografia dei furti di biciclette. Ma un'ipotesi di numeri: una al giorno in città. Senza contare tutti i colpi messi a segno in box e garage da cui spariscono mountain bike e costose bici da corsa. Ma il ladro non è che un anello della catena. Poche quelle ritrovate, si contano sulla punta delle dita e vengono tenute in deposito dalle forze dell'Ordine o dal Comune. Ma che fine fanno le biciclette rubate? Vengono riciclate sul mercato nero, illegale, spesso in altre città. Riverniciate e modificate per renderle irriconoscibili. Ma chi le compra non sempre sa che rischia di finire nei guai con un'accusa di ricettazione. Non è un segreto che esiste un mercato illegale di biciclette che oltre ad essere usate sono rubate. Tanto che l'associazione "Muoviti Pavia" che propone una mobilità sostenibile, lancia un appello agli studenti universitari a ogni avvio di anno accademico. «Non fatevi allettare dal prezzo conveniente – spiega il coordinatore Stefano Sfondrini – Per accorgersi che qualcosa non quadra basta un po' di naso (il prezzo troppo basso, il venditore privato che mette a disposizione più biciclette, una certa fretta da parte di chi vende nel voler concludere l'affare». (m.g.p.)