Dl competitività, verso la fiducia
ROMA I tempi si fanno sempre più stretti per il decreto competitività, ora all'esame di Palazzo Madama. Finora si è riusciti a votare alcuni emendamenti per norme ad hoc sullo sviluppo agricolo. Stando così le cose, e tenendo presente i tempi ridotti (scade il 22 agosto), il governo sarebbe pronto a porre la questione di fiducia. Per ora non c'è l'annuncio ufficiale ma il relatore al provvedimento, Ambiente Giuseppe Marinello, pensa sia «molto probabile». Cosa che non piace all'opposizione. Inoltre, lo spirito del provvedimento viene agitato dall'imminente arrivo dell'emendamento che traduce l'ultimo decreto sull'Ilva all'interno della competitività. Non solo, spunta anche l'ipotesi di inserire le risorse per la cassa integrazione in deroga, 400-500 milioni. Possibilità che «non risulta» al viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, ma il ministero del Lavoro aveva detto di voler rendere disponibili le risorse «in tempi rapidi» attraverso «una specifica norma da inserire nel primo provvedimento utile». Intanto, i lavori delle commissioni vanno avanti: tra le proposte di modifica ne è stata approvata una che prevede mutui a tasso zero per i giovani agricoltori tra i 18 e i 40 anni (durata massima di 10 anni, importo fino al 75% della spesa ammissibile), per investimenti per lo sviluppo e per il consolidamento di un'azienda avviata da almeno due anni. Invece per l'esame dei temi caldi, dall'anatocismo alla norma taglia-bollette, bisognerà aspettare quasi sicuramente domani sera o mercoledì. Il dl dovrebbe approdare in Aula giovedì pomeriggio.