Vendemmia, Santa Maria teme l'ondata di braccianti
Santa Maria delle Versa, Comune simbolo della viticoltura oltrepadana, si era trovato due anni fa a gestire l'emergenza. L'ondata di arrivi dei lavoratori stagionali per la vendemmia aveva superato ogni previsione. Circa 250 persone, tra cui molti romeni, si erano riversate in paese alla ricerca di un contratto di lavoro per poche settimane, anche pochi giorni. Si erano moltiplicati i bivacchi lungo le strade, ogni campo, ogni zona verde diventavano rifugio per la notte. L'allora sindaco, Paolo Lacchini, deceduto nell'ottobre 2013, si occupò in prima persona dell'emergenza chiedendo un potenziamento dei controlli dei carabinieri e l'installazione di strutture di prima accoglienza anche per evitare gravi problemi di igiene pubblica. L'anno scorso la situazione era stata più gestibile, anche per il minor numero di arrivi, ma la vendemmia 2014 è alle porte e Santa Maria non vuole ripetere l'esperienza passata. di Donatella Zorzetto wSANTA MARIA DELLA VERSA «Subito un tavolo con Comuni e prefetto per affrontare l'emergenza immigrati in vista della prossima stagione della vendemmia». La richiesta viene dal nuovo sindaco di Santa Maria della Versa, Maurizio Ordali, che teme problemi di igiene pubblica e di sicurezza, e per questo non vuole farsi cogliere impreparato. A meno di un mese dall'inizio della vendemmia, la valle Versa si prepara all'arrivo dei braccianti agricoli, soprattutto stranieri, alla ricerca di un lavoro nelle aziende impegnate nella raccolta dell'uva. Per la verità alcuni gruppi di persone sono arrivati a Santa Maria della Versa già da qualche giorno, e tra i cittadini è montata una certa preoccupazione. Il timore è che si ripeta ciò che è accaduto due anni fa, quando a Santa Maria della Versa (2.500 abitanti) si riversarono oltre 250 braccianti, tra i quali molte donne, soprattutto romeni. Ma anche altri paesi della valle subirono l'invasione, con i lavoratori che, non avendo fissa dimora, si arrangiavano dormendo sotto i ponti o negli spazi pubblici, e che bivaccavano lungo le vie utilizzandole anche per i bisogni fisiologici. Il fenomeno si è attenuato lo scorso anno, ma i disagi si sono registrati ugualmente. «Non posso tacere sulla preoccupazione che si inizia a percepire in paese – dice il sindaco Maurizio Ordali –. Si notano persone straniere frugare nei cassonetti, con un grave problema legato all'igiene e alla salute pubblica. Il timore è che, con l'aumento degli sbarchi a Lampedusa, molte di queste persone arrivino anche nel nostro territorio». Il Comune cerca di giocare di anticipo, e nei giorni scorsi ha inviato al prefetto la richiesta di convocazione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, per definire un piano di azione comune, insieme agli altri sindaci, alle forze dell'ordine, alle associazioni sindacali e a quelle di categoria. Un piano che, nei propositi dell'amministrazione, dovrebbe prevedere un aumento dei controlli sul territorio, ma anche un monitoraggio degli alloggi, per evitare che i braccianti trascorrano la loro permanenza senza una dimora fissa, o stipati in appartamenti oltre la normale capienza. «Con i Comuni limitrofi abbiamo stipulato una convenzione di polizia locale – si legge nella inviata al prefetto –, ma le risorse umane attualmente disponibili non sono in grado di affrontare il problema dell'ordine e della sicurezza pubblica durante il periodo antecedente, e non, alla raccolta delle uve». La richiesta di un incontro tra sindaci, come quello tenuto di recente a Montù Beccaria, si trasforma in un appello alle istituzioni. «Il prossimo anno ci sarà l'Expo – conclude Ordali –, un'opportunità per valorizzare e sviluppare il territorio, che può essere minata proprio dalle problematiche relative alla sicurezza pubblica». (ha collaborato Oliviero Maggi)