Decsa, il mercato in frenata scatta la cassa integrazione
VOGHERA I conti con le frenate e le bizzarrie del mercato, in uno scenario segnato ancora dalla crisi e da una ripresa che stenta a decollare, deve farli anche una realtà solida e sana quale Decsa, l'azienda vogherese leader nella produzione di impianti di refrigerazione su scala industriale. Sono stati chiesti, infatti, tre mesi di cassa integrazione ordinaria per i 68 dipendenti. La comunicazione ufficiale è giunta pochi giorni ai sindacati metalmeccanici. «Si tratta di una misura – spiegano a Confindustria – adottata a scopo precauzionale, per gestire il volume degli ordinativi in una situazione che non consente di fare previsioni a media e lunga scadenza». In sostanza, Decsa oggi non è in grado di sapere quale ritmo produttivo dovrà tenere nei prossimi mesi, in particolare quelli estivi. Proprio questo si cautela con la cig. «Non va comunque dimenticato - aggiungono a Palazzo Dattili – che lo scorso anno le settimane effettive di cassa integrazione furono soltanto due, rispetto a una richiesta di dodici settimane». E il copione potrebbe ripetersi nel 2014, di fronte a uno scatto del mercato che al momento non può essere previsto. Alla guida di Decsa c'è Nicola De Cardenas, amministratore delegato, vicepresidente provinciale di Confindustria ed erede della famiglia che ha creato dal nulla questa realtà industriale. La storia dell'azienda di strada Cappelletta comincia nel 1927, quando Giulio De Cardenas, allora giovane ingegnere torinese (nonno di Nicola), decide di rappresentare per l'Italia una fabbrica americana di ventilatori. E' il primo mattone di una vicenda imprenditoriale che ora pone Decsa all'avanguardia per la progettazione, produzione e commercializzazione di macchine per il recupero termico delle acque dei circuiti di raffreddamento (torri di raffreddamento) e la condensazione. (r.lo.)