«Faccio il massaggio» poi ruba la catenina Furto in ospedale

Litigio tra due automobilisti sul piazzale della stazione di servizio Te, in viale Lodi, per un rifornimento di benzina al self service. Uno di loro ha inserito banconote per 40 euro e si è spostato dalla colonnina. Un altro automobilista avrebbe quindi riempito il serbatoio di benzina con quei soldi. Sul posto è intervenuta la polizia che ha calmato i litiganti e ha iniziato le indagini per scoprire a chi effettivamente appartengono quei 40 euro di benzina. La vicenda è avvenuta l'altro giorno. di Adriano Agatti wPAVIA Altro furto in una camera del San Matteo ai danni di una paziente. Una donna, fingendosi esperta di fisioterapia, ha preso di mira una paziente del reparto di clinica medica nei padiglioni del Dea. Con la scusa di farle un massaggio terapeutico le ha portato via una catenina d'oro. Affabile, cortese avrebbe anche aiutato medici e infermieri e fare un elettrocardiogramma ad una paziente che era stesa nel letto vicino alla derubata. Una vicenda dei risvolti paradossali denunciata nell'ufficio del posto di polizia interno dell'ospedale. La caccia alla falsa massaggiatrice è iniziata subito, ma la donna, di età intorno al 40-45 anni, è riuscita a fuggire dal Dea e a lasciare il San Matteo prima che qualcuno riuscisse ad intercettarla. Le indagini sono in corso e c'è il rischio che la ladra delle corsie possa riprovarci in un altro reparto o in un altro istituto ospedaliero. Con un ulteriore motivo d'allarme: un furto simile è stato, infatti, sventato quasi contemporaneamente sempre in clinica medica. Il fatto denunciato è avvenuto l'altro pomeriggio, nel reparto 16 di clinica medica due. In una stanza sono ricoverate Maria B. 90 anni che abita a Villanterio. A fianco un'altra paziente anziana e con problemi di autosufficienza. Probabilmente la truffatrice è passata diverse volte nei corridoi e ha notato le donne. E' entrata nella cameretta dove ha finto di essere una parente della donna a fianco di quella che sarebbe stata presa di mira. L'ha accarezzata fingendo una familiarità che, ovviamente, era solo un modo per portare a termine la truffa. Sono a quel punto entrate due dottoresse e un'infermiera che dovevano fare un elettrocardiogramma alla «parente» e lei le ha aiutate. Il personale non si è reso conto che quella non era una familiare, ma una ladra pronta a colpire e sono uscite. Intanto la finta parente ha iniziato a parlare con Maria B. che si lamentava di un forte mal di schiena. «Lei è fortunata – ha detto la falsa parente - perchè sono una buona massaggiatrice. Posso provare a farle un trattamento che le farà passare il dolore. Ma si deve togliere la catenina d'oro che porta al collo». Maria B., probabilmente non vedeva il momento che qualcuno l'aiutasse a togliere quel fastidio. Non ha pensato alla truffa, del resto era in un ospedale. Difficile immaginare che quella donna potesse colpire lì. Si è così levata la catenina e l'ha messa sopra al letto. La paziente è stata massaggiata e non si è accorta che quella donna le aveva, nel frattempo preso la catenina. La truffatrice l'ha salutata e, con una scusa, è uscita dalla sua stanza. Maria B. a quel punto si è accorta che la catenina non c'era più e ha chiamato gli infermieri. Ha raccontato la storia del massaggio, sono stati quindi avvisati sia gli agenti del posto di polizia che il personale della sicurezza interna. Nel corso delle ricerche gli agenti hanno così scoperto che. in una stanza vicina a quella della truffa. era entrata una donna che aveva fatto strane domande ad un paziente. Si era allontanata per l'arrivo di una infermiera.