Pavia, Degrada rimane Ora si aspetta Fossati

PAVIA Stefano Degrada ha trovato l'accordo con il Pavia Basket e la prossima stagione giocherà ancora in via Treves. Un rinnovo atteso da tutti perché la guardia già nell'ultimo anno in forza alla formazione rossonera, oltre ad essere un pavese doc, è stato uno dei protagonisti della cavalcata di Pavia fino ai playoff. Alto 185 centimetri, Degrada a 31 anni è un giocatore di esperienza per la categoria: con Derthona, dove è stato dal 2010 al 2013, ha conquistato due promozioni, partendo dalla C dilettanti per arrivare fino alla Dnb, dove ha consolidato la sua posizione due anni fa arrivando ad esserne anche il capitano. Nel campionato scorso il pavese ha coronato il suo lungo girovagare nell'Italia cestistica vestendo per la prima volta la maglia della squadra della sua città. Tiratore, dotato di grande potenza fisica, Degrada è una casella importante nel mosaico che Pavia Basket sta componendo per la stagione prossima. «Siamo contenti di aver raggiunto l'intesa – spiega il neo coach Simone Bianchi –. All'inizio c'è stata qualche difficoltà, ma ha prevalso la voglia di raggiungere l'accordo con Stefano, che è un pavese ed è un trascinatore, uno che lotta fino alla fine. E' un matrimonio che fa bene a noi, a lui e al pubblico pavese, che rivede in campo un giocatore cresciuto in via Treves». Tiratore di striscia, combattente, Stefano è in grado di capovolgere una partita con la sua intraprendenza. «In attacco Degrada ha dei momenti in cui può fare da solo la differenza, trascinando compagni e pubblico – prosegue il neo coach della Edimes – se Cristelli è il difensore ideale, Stefano è l'attaccante di cui abbiamo bisogno. Giocare per la propria città ti fa dare qualcosa in più, che poi è anche quello che chiediamo. Cristelli e Degrada sono rimasti, ora spero che resti anche Fossati, perché sono atleti che hanno dimostrato di avere grande spirito di squadra. Lo abbiamo visto l'anno scorso in partite importanti come contro Tortona e Bologna. Aggiungeremo al gruppo giocatori che possono farci fare un salto di qualità e giovani motivati a crescere». (m.sc.)