Senza Titolo
di MARIO BERTOLISSI La polemica è continua, superficiale, inconcludente. Il tema è uno e uno solo: riforme. Le riforme hanno oggetti universali: riguardano le fondamenta dell'edificio Repubblica e qualunque ulteriore suo elemento costitutivo. Tra gli altri, la giustizia e l'amministrazione. Esistono accordi - quello del Nazareno, intervenuto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi - e punti di vista che si contrappongono. Lo spazio riservato al dialogo - che è sinonimo di confronto guidato dalla ragione - è pressoché nullo. È dominante e vincente un'idea debole: quella di compromesso, inteso come criterio di composizione di contrasti al ribasso, perché determinato da interessi, non da valori. Il che - sia detto con franchezza - non lascia ben sperare. Il punto di equilibrio fra esigenze opposte, che diverranno forzatamente convergenti, sarà anche trovato. Ma non sarà lungimirante. Si dice che è lungimirante la «persona accorta, che sa prevedere i futuri sviluppi di un fatto e vi provvede in tempo». Il vocabolario esemplifica parlando di "un provvedimento politico lungimirante". Come dire: è la politica, innanzi tutto, che deve essere lungimirante. Ma chi sorvola su questioni, quali: la rappresentanza politica (superamento del bicameralismo paritario) e le autonomie locali territoriali (revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione), trattando le medesime come se in gioco vi fossero delle bagatelle, non è certo lungimirante. CONTINUA A PAGINA 8