«È una questione culturale, non c'è rispetto per noi»
VOGHERA Basta fare un giro al mercato del martedì e venerdì per rendersi conto di quanti vogheresi scelgano ogni giorno di muoversi su due ruote, carichi di borse della spesa e con i cestini ricolmi. Giovani e anziani, con fatica questi ultimi. «Personalmente - ha raccontato Mariangela Benzi- per arrivare in centro passo da strada Grippina, pericolosissima per i ciclisti perchè oltre ad essere stretta è percorsa dalle auto che vogliono raggiungere in fretta Montebello tagliando la via Piacenza. Dal momento che non c'è spazio per una ciclabile si potrebbe almeno mettere qualche dosso, così che le macchine siano costrette a rallentare». «Più che una questione di piste ciclabili- commenta invece Angelo Picchioni- credo che sia tutta una questione di cultura: i nostri automobilisti, al contrario di quelli della maggior parte d'Europa, non sono abituati a prestare la giusta attenzione ai ciclisti, i quali dovrebbero essere liberi di circolare su strada». All'estero guarda anche Mario Rainone: «Tante delle nostre strade- ha detto- diventano pericolose anche perchè sono un rattoppo unico, riparate male così da assicurare il lavoro futuro alle ditte che se ne occupano. Il altri paesi quando si fanno i lavori si danno garanzie decennali invece qui durano si e no un inverno e la primavera dopo sono da rifare». «Più che per me- ha commentato invece Bruna Inglese- mi preoccupo per mia figlia, che quando esce di casa in bici per arrivare in centro deve percorrere il sottopassaggio di via Carducci e poi via Don Minzoni. Per non correre rischi le dico di stare il più possibile sul marciapiede e pazienza se ogni tanto deve fermarsi a far passare qualcuno». Serena Simula