La sfida di Marina «Rilanciare Voghera ecco il progetto»

di Filiberto Mayda wVOGHERA Salta da un evento all'altro, da un brindisi a una sfilata, da una mostra di quadri a un concerto. Si fa fotografare con tutti, interviene ovunque. Spopola su Facebook, dove pubblica decine e decine di fotografie e ringrazia a valanga. Marina Azzaretti, assessore comunale alla Cultura, è un fiume in piena quando le chiedi di fare un bilancio di "Voghera: giovedì sotto le stelle". E non nasconde che il merito, insomma, è prima principalmente suo. «Mi sono dannata, ho messo tutta me stessa e i risultati sono arrivati. Naturalmente, sono tantissime le persone che mi hanno aiutata ed hanno collaborato e che devo ringraziare». Un successo, d'accordo. E dimostra che... «Che a Voghera, contrariamente al passato, si può fare, si possono portare decine di migliaia di persone per strada, anche con poche risorse ma con tanto impegno e volontà». Un bell'entusiasmo, però non sono state tutte rose e fiori. Per dirne una, tantissimi negozi chiusi, alla faccia della partecipazione. «Non tutti...» La maggior parte. «Su questo dobbiamo ancora lavorare, è vero. Ma quando sono arrivata ho trovato tanta rabbia, tanta chiusura, tanta delusione. Non è facile cambiare in pochi anni». Saranno contenti l'ex sindaco Torriani e gli ex assessori alla cultura nel leggere queste parole. «No, no, intendevo dire che in questi anni c'è stata la crisi e con la crisi non è semplice chiedere alla gente di impegnarsi oltre al dovuto». Tanta gente in piazza, ma pochi soldi per organizzare eventi di primo piano. Per dire, noi avevamo tal Daisy Luna al Bar Cristallo mentre a Zavattarello canta Raf... «Come detto, è un periodo di crisi, soldi ce ne sono pochissimi e pochi ne ha il Comune di Voghera. Però sono d'accordo, per fare un salto di qualità c'è bisogno di risorse economiche, ma sono l'assessore alla cultura, non posso girare per tutta la città a fare la colletta». Ma ci sono aziende come la Cameron, la Valvitalia, la Piberplast di Bergaglio e la Balma. E poi ci sono immobiliaristi e costruttori di primo piano come i fratelli Matti o Mariani. «Prossimamente cercherò di coinvolgerli». Per non dire dei supermercati, uno per tutti il marchio Gulliver della famiglia Lugano. Ma anche i produttori di vino, il Consorzio. «Andrò anche da loro, ma prima ci vuole un progetto comune, che veda tutti convinti nel rilanciare Voghera». Che soffre un po' di provincialismo, non crede? «E' uno dei problemi, ma possiamo provare a pensare in grande, a non essere provinciali. I risultati di Voghera sotto le stelle, ma anche gli eventi al Castello che siamo riusciti a riaprire, dimostrano che se le cose si fanno la risposta arriva, praticamente sempre. C'è bisogno di un grande progetto che metta insieme le aziende, che ripensi i rapporti con il commercio, che pensi a riportare i turisti a Voghera, anche per arrivare uniti all'appuntamento di Expo 2105». Lei parla da sindaco. Anzi, direi, da candidato sindaco. «Il sindaco è Barbieri che ha voluto fortissimamente queste iniziative». Ma lei si candiderà sindaco in primavera? «Il sindaco che c'è è bravissimo e va benissimo». Se ci fossero le primarie nel centrodestra... «Adesso ho da pensare alla cultura, poi vedremo». @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA