Broni, atti vandalici Stazione chiusa da quasi sette mesi

Per venire incontro alle famiglie, in questo periodo di crisi, l'Unione Campospinoso Albaredo ha deciso di mantenere invariata la tariffa per i ragazzi che partecipano al Centro ricreativo estivo diurno (Cred), promosso dalla Cooperativa sociale "Il Maggiolino" e dall'Unione Sportiva Arnaboldi. «Data la valenza di carattere sociale dell'iniziativa, nonché il momento di crisi – spiegano in Comune – il costo del Centro per i ragazzi residenti ad Albaredo e Campospinoso sarà di 40 euro settimanali». Le iniziative si tengono al centro servizi per l'infanzia di Campospinoso, per i ragazzi dai 3 agli 8 anni, e al centro sportivo per i ragazzi dai 7 ai 14 anni. di Donatella Zorzetto wBRONI Da quasi sette mesi la sala-corridoio della stazione di Broni è chiusa. Sbarrata ai passeggeri e a chiunque acceda alla stazione. Rete ferroviaria italiana, la società che gestisce la struttura, aveva assicurato un intervento rapido, ma dal gennaio scorso non è accaduto nulla. Del caso si sta occupando anche l'amministrazione comunale, che nell'incontro organizzato dal Pd e tenuto nei giorni scorsi a Villa Nuova Italia sul tema dei problemi dei pendolari, ne aveva ribadito l'urgenza. Il danno era stato provocato da alcuni ragazzi che, probabilmente giocando con un pallone, avevano rotto alcuni pannelli della controsoffittatura, che potevano cadere a terra e colpire i passeggeri. Oltre a ciò, la stazione presenta scritte sui muri con bombolette spray, molte erbacce e la mancanza di grate a protezione dei canali di scolo per le acque piovane, cosa che provoca frequenti allagamenti». Pur non essendo una vera e propria sala d'aspetto, l'atrio viene utilizzato soprattutto d'inverno per evitare di aspettare i treni al freddo. Inoltre all'interno si trova un pannello luminoso con gli orari dei treni e un paio di panchine. I disservizi quindi non riguardano solo il materiale rotabile ma anche le stesse stazioni. «La sala corridoio è chiusa da mesi – spiega il vice sindaco Antonio Riviezzi, che sta seguendo la situazione dei pendolari –. Purtroppo da allora non è cambiato nulla. Nell'ultimo incontro con lo Ster (sede di Regione Lombardia sul territorio) ci avevano assicurato che avrebbero portato a termine gli interventi necessari. In settembre inviteremo i pendolari, i rappresentanti di Trenord e le istituzioni locali ad un incontro pubblico che organizzeremo a Broni». Durante il giorno la zona è abbastanza tranquilla, anche perché ci sono controlli da parte delle forze dell'ordine. Resta comunque aperta, nelle ore di maggiore afflusso, la sala d'aspetto. I bagni sono chiusi oramai da anni perché bersaglio di atti vandalici. Una soluzione avanzata da Rfi era quella di affidare le stazioni alle associazioni locali. «Il problema è che occorre fornire le misure minime di sicurezza dei locali – spiegano gli amministratori –. Costi che dovremmo accollarci noi come Comuni. Una situazione insostenibile visto che si tratta di locali che non sono di nostra proprietà, ma che vengono concessi solo in comodato d'uso». (ha collaborato Franco Scabrosetti)