Poste Italiane aderisce all'operazione Alitalia-Etihad
ROMA Alleanza con Etihad, nodo esuberi, divisioni sindacali e un numero troppo alto di «tavoli». La vicenda Alitalia è lungi dall'essere risolta. Ieri comunque è arrivato il via libera di Poste italiane «alla partecipazione all'operazione Alitalia - Etihad. «Dall'analisi di questi giorni - si legge in un comunicato - è emersa una forte coerenza con la missione che Poste Italiane si sta dando nell'ambito del suo piano industriale di diventare una infrastruttura di logistica e servizi centrale per la competitività e la modernizzazione del Paese». L'equity committment (titoli obbligazionari emessi da una società finanziaria) per Alitalia vale 200 milioni di euro e Poste Italiane aderirà per un 20%. Sul contratto nazionale, firmato da Cgil e Uil (ma ieri si è aggiunta la Ugl «con garanzie») era anche intervenuta la Uil affermando che l'accordo è nullo «perché in Alitalia, Cgil e Cisl non raggiungono «la soglia del 50%+1 previsto dal Testo unico sulla rappresentanza». Ma ora con Ugl e Usb spiega il ministro Lupi «siamo al 65%». «Mi auguro che anche la Uil capisca che è importante la rappresentanza, ma è importante anche che ci sia una compagnia di bandiera dove i lavoratori possano essere rappresentati». Sul nodo esuberi la Cgil invece continua a esprimere netto dissenso. «Non si affronta l'occupazione con la mobilità» dice Camusso.