Albergatori in crisi «Le camere ci sono ma restano vuote»
La sfida Expo 2015 per Pavia passa dal turismo. Secondo una stima degli albergatori il 5 per cento dei pernottamenti per la manifestazione milanese (che saranno in totale circa 7 milioni ) ricadranno su Pavia. E qualcosa si sta già muovendo con i primi contatti con le delegazioni. «Abbiamo incontrato una delegazione austriaca e una coreana che porterà in Italia 120 persone – spiega Giovanni Merlino, presidente provinciale di Federalberghi – Ai ragazzi giovani che lavoreranno per Expo le delegazioni non potranno dare più di 50-60 euro per dormire. Per questo chiederemo all'università se si possono tenere aperti i collegi in estate e stiamo prendendo accordi per la delegazione coreana. C'è la disponibilità di "Isola Verde" in via Tibaldi, ci stiamo lavorando». di Marianna Bruschi wPAVIA I grandi congressi scientifici scappano dalle mani di Pavia verso quelle di Milano perché mancano le strutture ricettive. E anche per questo bisogna spingere sul progetto dell'Area Neca. Le parole del rettore dell'università di Pavia, Fabio Rugge, hanno riportato l'attenzione sul tema del turismo. E non sono piaciute agli albergatori pavesi. «Abbiamo 552 camere per 980 posti letto e il 46 per cento delle stanze resta vuoto – ribatte Giovanni Merlino, presidente provinciale di Federalberghi – I posti ci sono ma noi da tempo chiediamo un tavolo permanente sul turismo, bisogna fare un calendario dei congressi, spesso manca il dialogo». Gli albergatori parlano di crisi, crollo della domanda, mancanza di un progetto sul turismo. «Non si può dire che c'è scarsità di alberghi. E prima di pensare che ne servono di nuovi bisogna far lavorare quelli che ci sono», dice Merlino. Secondo i dati di Federalberghi solo il 2,5 per cento dei pernottamenti in Lombardia arriva su Pavia. «Le politiche turistiche sono minime – aggiunge Merlino – Speriamo di portare gente a Pavia con Expo». Le stime dicono che saranno staccati 22 milioni di biglietti per la manifestazione che si terrà a Milano nel 2015 e che ci saranno 7 milioni di pernottamenti. E di questi il 5 per cento potrebbe fermarsi a Pavia. «Il punto è che manca il coordinatore – dice Merlino – A volte ci sono tre convegni a settimana poi per un mese niente. Io ho proposto di fare calendario dei congressi, venendo incontro sui prezzi. L'anno scorso abbiamo organizzato un convegno da 500 persone che ha riempito il Fraschini e abbiamo ricevuto i complimenti degli organizzatori». Sul fatto che il turismo possa essere un punto di forza per Pavia c'è accordo tra le posizioni dei diversi attori coinvolti. «Ma ci deve essere sinergia», sottolinea il presidente di Federalberghi. Quando gli albergatori parlano della rete di strutture di Pavia lo sguardo in realtà è più ampio: due alberghi a 4 stelle e tre strutture a tre stelle a Pavia città, poi due a San Genesio, poi ci sono San Martino, Cava Manara e Certosa. Il totale fa 980 posti letto. Le stanze dal lunedì al venerdì sono spesso occupate al 70 per cento, poi nel fine settimana si svuotano. E si arriva a quel 46 per cento di camere invendute che rappresentano una perdita per le strutture. «Prima avevamo la Merck che mandava molte persone a Pavia adesso hanno smesso, prima ancora la Magneti Marelli ora niente – spiega Merlino – Noi sicuramente dobbiamo migliorare le strutture, ma l'unico bando negli ultimi anni è stato quello da un milione 200mila euro della Camera di commercio. Tenendo conto che solo ristrutturare una stanza costa 35mila euro». Merlino, titolare dell'hotel Moderno di viale Vittorio Emanuele II a Pavia lancia una provocazione: «Io sono pronto a vendere se qualcuno vuole comprare il mio albergo. Fino al 2008 mandavamo via le persone, poi il mondo è crollato». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA