Rosberg: «Dopo il calcio vogliamo gioire anche noi»

di Davide Casarotto In Germania è un periodo di grande festa. La Nazionale di calcio ha conquistato il Mondiale e solo cinque giorni dopo è tempo di un altro evento molto caro ai tedeschi, il Gp di Germania di Formula 1 che si terrà ad Hockenheim. Tanti gli spunti, ma il pensiero corre prima di tutto a chi non potrà essere presente. La gara di Schumi. Non può infatti non esserci un velo di tristezza per l'assenza del più grande campione tedesco di Formula 1 di tutti i tempi. Michael Schumacher, ricoverato in una clinica specializzata di Losanna dopo essere uscito da un lungo periodo di coma, sta ancora lottando per recuperare dal grave incidente occorsogli sugli sci a Meribel nello scorso gennaio. La moglie Corinna manda un messaggio a ridosso del week-end di gara: «Devo riconoscere che la vicinanza dei tanti tifosi e appassionati ci ha stupito. È stata una vera gioia durante quei momenti estremamente difficili. Adesso è cominciato un nuovo periodo e speriamo che in questa nuova lotta, come in Formula 1, il tempo sia il miglior alleato di Michael». Una Mercedes mondiale. Ben altro umore per Nico Rosberg. Che a Silverstone ha dovuto cedere il passo al compagno Lewis Hamilton nell'ennesima puntata di un appassionante dualismo, ma ora arriva molto carico alla gara di casa. Anche perché é fresco di rinnovo con la Mercedes: un accordo pluriennale che, secondo Bild, arriverebbe fino al 2017, con uno stipendio di 55 milioni di euro in tre anni. «Sono orgoglioso di guidare una Freccia d'argento – dice Rosberg –, da tedesco è un onore rappresentare un marchio come quello della Mercedes, il migliore al mondo». Rosberg è deciso a regalare alla Germania un'altra bella soddisfazione come quella ancora fresca della Nazionale di calcio. «È stato fantastico – dice Rosberg –. Hanno vinto lavorando insieme e si può dire che lo stesso stiamo facendo qui alla Mercedes, dove non puntiamo sulle individualità ma sul lavoro del team». Rosberg avrebbe voluto celebrare con un casco speciale l'impresa della sua Nazionale. Ma la Fifa gliel'ha negato per motivi di marketing. «Un vero peccato, è incredibile che un trofeo abbia un marchio e dei diritti», ha detto in proposito il pilota della Mercedes. Piloti nel pallone. E proprio la coincidenza che vede il Gp di Germania cadere dopo la vittoria calcistica della Nazionale ispira molte delle dichiarazioni dei piloti di casa, tra cui Sebastian Vettel: «Ci eravamo già andati vicini di recente, ho visto la gara in tv e avevamo una squadra molto forte, ora speriamo di non dover attendere altri 24 anni. Per quel che ci riguarda vogliamo fare un bel week-end qui, non siamo certo i favoriti ma un'opportunità di vincere c'è sempre. È stato speciale farlo l'anno scorso al Nurburgring, lo sarebbe ancor di più qua, a mezz'ora da casa mia». Sperando nella svolta. Non è stato di certo un 2014 semplice fin qui quello di Kimi Raikkonen. Il finlandese della Ferrari è stato in costante crisi e a Silverstone sfortunato protagonista di un pauroso incidente subito dopo il via, che l'ha tenuto a riposo negli ultimi test: «Ho ancora un po' di dolore ma ora va meglio, non ho avuto molti incidenti così pesanti in carriera ma fa parte del nostro lavoro. Comunque non è niente di serio». Ora c'è tanto lavoro da fare per raddrizzare una stagione difficile, per lui e per la Ferrari. «Speriamo di arrivare a una svolta – si augura Raikkonen – anche perché andare avanti così non sarebbe divertente. Mi sono già ritrovato in situazioni simili e ne sono sempre uscito: dobbiamo risolvere i nostri problemi, mettere le cose a posto e torneremo su ottimi livelli». Nessuna dichiarazione per il compagno di squadra Fernando Alonso, che però, se così si può dire, si consola pubblicando su Twitter il podio dell'ultimo Gp svoltosi a Hockenheim, nel 2012. Lo spagnolo è in trionfo festeggiato con la classica doccia di champagne da Sebastian Vettel e Jenson Button. Una Ferrari sul gradino più alto del podio: sembrano tempi davvero lontani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA