Ancora raid su Gaza quattro bambini uccisi sulla spiaggia
GERUSALEMME La tregua sembra essere ormai l'unico scudo ad una possibile azione di terra di Israele a Gaza, da dove continuano ad arrivare i razzi e dove l'esercito dello Stato ebraico ha intensificato i raid. Il bilancio nella Striscia è oramai di oltre 220 morti, con 6 bambini uccisi ieri. La spirale del conflitto è peggiorata in pochissimo tempo dal cessate il fuoco proposto dall'Egitto, accettato da Israele e respinto da Hamas, che ha accusato di non essere stata neppure consultata. «Se Hamas non accetterà la proposta egiziana non ci darà altra possibilità che continuare l'operazione militare a Gaza e dare una risposta ancora più forte», ha ammonito il negoziatore capo israeliano Tizpi Livni incontrando il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, che da due giorni è nella regione. Il ministro italiano ha anche visto per un'ora e mezzo il premier Netanyahu e a lui ha ribadito la «preoccupazione non solo per il lancio dei razzi sul territorio e su obiettivi civili israeliani ma anche l'alto numero di vittime, compresi i bambini a Gaza». Ma è l'Egitto del presidente Abdel Fattah al Sisi (che nei giorni scorsi ha sentito Netanyahu) ad essere il crocevia al momento dell'azione diplomatica che sta cercando di rimuovere gli ostacoli ad una tregua. Il presidente palestinese Abu Mazen è da ieri al Cairo per una visita di due giorni in cui vedrà lo stesso al-Sisi per discutere degli sviluppi della situazione a Gaza. Abu Mazen - che è a favore di una tregua - incontrerà però anche Mussa Abu Marzuk, numero due di Hamas. Ma oggi nella capitale egiziana, secondo la tv israeliana, potrebbe arrivare anche una delegazione israeliana composta dal capo dello Shin Bet Yoram Cohen, dal negoziatore Ytzhak Molcho e da Amos Gilad del ministero della Difesa per un confronto su possibili punti di caduta. Fatto sta che Israele ha richiamato oggi altri 8mila riservisti arrivando così a 56mila (furono 70mila nel 2012 nel corso dell'operazione "Colonna di Nuvola") e non ha escluso appunto la possibilità di un ingresso a Gaza, nel tentativo di eliminare completamente l'arsenale militare di Hamas. È «molto elevata» la probabilità che «Israele lanci a Gaza un'operazione di terra», ha rivelato una fonte di sicurezza israeliana ad alcuni giornalisti stranieri. Prima che questo avvenga sembra restare dunque come unica possibilità quella di un'intesa: Hamas – secondo il quotidiano israeliano Maariv, anche se da Gaza non ci sono conferme - sarebbe interessato a concordare un tregua di dieci anni e sarebbero già state formulate in merito dieci richieste precise. Tra queste la riapertura del valico di Rafah (da cui si accede al Sinai egiziano) e la liberazione di centinaia di palestinesi arrestati in Cisgiordania nelle settimane passate. E tuttavia il portavoce di Hamas Mushir al-Masri ha detto la notte scorsa dalla Striscia che sul cessate il fuoco «non c'è stato ancora alcun contatto serio». In attesa che si sblocchi - se sarà così - la situazione, ieri hanno parlato solo le armi, con la morte di 6 bambini a Gaza, di cui quattro colpiti dagli aerei su una spiaggia - e sulla cui vicenda Israele ha detto di aver aperto un'inchiesta – e altri due nei raid dell'aviazione israeliana.