La Spagna opziona l'Eurogruppo
BRUXELLES Un cubo di Rubik europeo, dove una sola casella è al suo posto e da cui devono discendere tutte le altre, senza scontentare nessuno dopo lo schiaffo a Londra su Juncker. È la partita delle nomine Ue in cui l'Italia svolge un ruolo chiave, ora entrata nel vivo e che difficilmente si risolverà nell'arco di qualche settimana. Unica certezza finora, il popolare lussemburghese Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione Ue, che per formare la sua squadra di commissari in modo equilibrato ha però bisogno di sapere chi occuperà le altre cariche Ue di massimo livello, a partire dall'Alto rappresentante per la politica estera. Qui il primo nodo: l'italiana e socialista Federica Mogherini sì o no? Nomina è direttamente collegata a quella del successore del belga Van Rompuy, per cui i socialisti hanno candidato la danese Helle Thorning-Schmidt, che però ha smentito di essere candidata, e per cui il presidente Ue avrebbe rimesso in campo il nome di Enrico Letta. A riprendere quota per il posto di Lady Ashton torna così la bulgara Kristalina Georgieva, commissario Ue agli aiuti umanitari, indipendente affiliata al Ppe, donna e dell'Est. Resta però l'incognita liberali: nessun incarico di peso dopo che hanno deciso di entrare nella grande coalizione di Ppe ed S&d;? Il nome dell'ex premier estone Andrus Ansip è così che aveva preso quota negli scorsi giorni. La presidenza dell'Eurogruppo pare già da tempo opzionata dalla Spagna, con il popolare Luis De Guindos. Una forte concorrenza arriva dalla Francia, che vuole un posto economico di peso mentre le quotazioni dell'ex ministro delle finanze Pierre Moscovici sono in ribasso e gira il nome di Elizabeth Guigou, che ha fatto sapere di essere pronta ad assumere «qualsiasi responsabilità». Londra vuole portare a casa un commissario di peso come per esempio il mercato interno, che presiede ai servizi finanziari. Alla Germania invece farebbe comodo mantenere Oettinger all'energia.