A processo cardiochirurghi per lesioni
PAVIA L'intervento al cuore, che doveva servire a sistemare una valvola mitralica, secondo l'accusa non sarebbe stato eseguito in maniera corretta. E il paziente, un 38enne originario della Sardegna, era stato costretto a subire altre operazioni, per riparare quello che la Procura di Pavia considera «un errore colpevole». A distanza di quasi quattro anni dall'intervento, eseguito a settembre del 2010 con una tecnica all'avanguardia nel reparto di Cardiochirurgia del San Matteo, i chirurghi che hanno manovrato il robot Da Vinci sono a giudizio: si tratta dell'ex primario (in pensione dal 2012), il professor Mario Viganò (difeso dagli avvocati Ludovico Isolabella e Fabrizio Gnocchi), e i colleghi della sua équipe Cristian Monterosso e Nicola Luigi Carlo Vistarini (assistiti dall'avvocato Alessandra Stefàno), rispettivamente il secondo e terzo operatore presenti in sala operatoria. I tre medici devono rispondere di lesioni colpose. Ma il processo, aperto ieri a Pavia davanti al giudice Bruna Corbo, è stato rinviato all'8 ottobre. Nel frattempo procede la causa civile, intentata dal paziente con l'assistenza dell'avvocato Alberto Filippini di Cagliari, davanti al giudice di Oristano che ha disposto una consulenza. Proprio domani il collegio peritale si riunirà in Sardegna. Il paziente, che allepoca dei fatti aveva 35 ani, si era rivolto alla Cardiochirurgia del San Matteo su indicazione del suo medico curante. (m.g.p.)