La "guerra" delle immagini. Violati i sigilli?
"Se c'e' stata una violazione dei sigilli, lo verificheranno le autorità competenti. Costa ha già detto che quelle non sono foto ufficiali e dunque chi le ha fatte si assume le proprie responsabilità. Se l'autorità giudiziaria intende procedere, lo farà». Cosi' il responsabile delle emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha risposto ai cronisti che al Giglio chiedevano conto delle foto scattate all'interno della Costa Concordia pubblicate martedì dal quotidiano inglese Dailymail e ieri dal Corriere della Sera (a sinsitra uno scatto dal sito inglese). Dal canto suo Costa ha sostenuto che le immagini, e il video trasmesso sempre ieri in esclusiva da Sky Tg24, «non sono mai stati diffusi dalla società». «Pensiamo - ha aggiunto Costa - che si tratti di foto non recenti, che risalgono al periodo immediatamente successivo al parbuckling», il raddrizzamento del relitto avvenuto nel settembre scorso. Non certo, comunque, del ponte numero sei appena riemerso con le manovre di rigalleggiamento.Altre foto ufficiali sono quelle allegate agli atti del processo in corso a Grosseto contro l'ex comandante della nave, Francesco Schettino. Ma si tratta in ogni caso di immagini realizzate dai periti o dagli addetti ai lavori dal momento che allo stato nessun giornalista o fotografo di alcuna testata è stato mai autorizzato a salire a bordo del relitto.