Maugeri, Regione prova a mediare

PAVIA Audizione il 22 luglio dei vertici della Maugeri in commissione sanità di Regione Lombardia e incontro pubblico il 31 luglio, alle 14,30, nella sede della Fondazione, alla presenza dei lavoratori. Il calendario è stato deciso ieri mattina durante una riunione in cui il Pirellone ha stabilito di portare avanti un'attività di mediazione "per trovare una soluzione condivisa da tutti". Ci prova la Regione, dopo i Comuni e la Provincia, dopo le sollecitazioni dell'onorevole Chiara Scuvera e del consigliere regionale Giuseppe Villani. Martedì prossimo i vertici della Maugeri saranno davanti al presidente della commissione sanità Fabio Rizzi. Un primo incontro per capire se si aprono possibili margini di discussione. A fine mese invece verranno a Pavia il presidente Rizzi e il presidente della commissione attività produttive Angelo Ciocca per incontrare presidente e direttore generale e i lavoratori, 800 a Pavia e 600 a Montescano. Per loro è stata decisa una decurtazione del 30% dello stipendio. «Una scelta, quella di penalizzare i dipendenti per problemi che riguardano l'azienda, che non condividiamo e contro cui ci batteremo, cercando di trovare una soluzione – sostiene il consigliere Ciocca -. Vanno assolutamente tutelati i lavoratori e le loro famiglie. Si sta parlando di uno dei poli occupazionali più importanti della provincia di Pavia e peraltro uno dei pochi rimasti». L'obiettivo, sottolinea il presidente della commissione regionale attività produttive, è quello di riportare gli stipendi ad uno standard accettabile. La Fondazione aveva parlato di un disavanzo a bilancio di 1 milione e 800mila euro da ripianare passando dal contratto di sanità pubblica a quello privato. Resta sul tavolo la disponibilità del Comune di Pavia e della Provincia di stanziare un contributo per sostenere la Fondazione. Ieri, intanto, si è svolta un'altra tappa del processo a Milano con al centro proprio la Fondazione Maugeri. La vicenda è quella della presunta distrazione di 61 milioni di euro dalle casse dell'ente che sarebbero finiti nelle mani di politici della Regione. A giudizio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ci sono dieci persone, tra cui l'ex governatore lombardo Roberto Formigoni e l'ex direttore amministrativo Costantino Passerino. Stefania Prato