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IN PROVINCIA Un contributo vero quando si parla di tagli nComuni, Province, enti locali: tutti continuano a subire tagli sempre più incisivi ai trasferimenti da stato e regioni. A questi si aggiunge il problema davvero serio e contingente dei tagli al bilancio 2014 determinato dalla richiesta di trasferire allo Stato la somma complessiva di ben 400 milioni con cui il governo Renzi intende finanziare la manovra degli 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti. Gli enti locali non possono che applicare i tagli alle spese comprimibili, come quelle stanziate per l'erogazione dei servizi ai cittadini (!). Bene dice quindi il presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone nell'articolo sulla "Provincia Pavese" di domenica 13 luglio quando dichiara che dovremo approntare tagli che riguarderanno tutti i settori della nostra amministrazione. Di fronte a questa situazione davvero drammatica è chiaro che anche la politica deve fare la sua parte. Ma, se fino a poco tempo fa era sufficiente dare un segnale simbolico (ridefinire le deleghe, ridurre di una qualche percentuale le indennità) ora si deve passare dal piano degli annunci simbolici a quello dei fatti concreti. Affrontando quindi il capitolo delle deleghe assessorili e degli altri incarichi, in una parola "dei costi della politica", è utile fare una premessa "locale", cioè prendere ad esempio i costi della Provincia di Pavia, per sgombrare il campo a possibili fraintendimenti. Nella nostra giunta siede chi ha continuato a svolgere la propria attività come Osculati, D'Imperio, Gramigna, assessori part-time che ricevono pertanto l'indennità ridotta per legge del 50%, e c'è chi è impegnato full-time come Visponetti, in pensione, oltre a Bozzano, Brendolise e la sottoscritta, tutti e tre in aspettativa non retribuita dai rispettivi datori di lavoro. A ciascun assessore era stato espressamente richiesto, al momento della designazione, un impegno diverso a seconda delle proprie disponibilità ma soprattutto a seconda delle deleghe assegnate. Infine, il Presidente Bosone non ha percepito alcuna indennità sino a quando ha rivestito la carica di Senatore della Repubblica per cominciare poi – da marzo 2013 - a ricevere quella part-time, quando ha ripreso ad esercitare la professione medica. I tagli - anche quelli alla politica - sono un'occasione per riprendere sul serio il tema dell'innovazione e dell'efficienza della cosa pubblica e della buona amministrazione. Quindi, è fondamentale non tanto parlare di percentuali quanto ragionare in termini di valori assoluti, perché a volte si usano le prime ma si ignorano i secondi, che spesso sono invece assai più significativi, e distinguere tra impatto simbolico e impatto reale. Che cosa ha un impatto simbolico? Le deleghe e le riduzioni percentuali. Che cosa invece ha un impatto reale sul bilancio? Gli incarichi e i costi. Il taglio simbolico ha un effetto effimero: dura un giorno, il tempo di raggiungere l'opinione pubblica, ma non produce effetti significativi sul bilancio di un ente. Il taglio reale, invece, affronta i costi in cifre, nero su bianco: un esercizio che richiede trasparenza e la libertà di andare a cercare i costi là dove sono e non dove si vorrebbe che fossero. Emanuela Marchiafava assessore provinciale IL RICORDO Chiacchierando con il prof. Rindi nIn vacanza in Val Gardena ho appreso la notizia della scomparsa del prof. Rindi; l'ho conosciuto tanti anni fa, in circostanze non attinenti il suo ruolo di capo-scuola della Fisiologia pavese. Il professore era solito passare per viale Golgi di primo pomeriggio, a piedi, per raggiungere l'istituto Taramelli. Un giorno si è accorto di un husky, una femmina di nome Birillo, che sbirciava il passaggio dalla grata del cancello. Dietro di lui, cinque cuccioli tentavano di salire i gradini della scala, per raggiungere la mamma, guaendo insistentemente. Si era fermato a osservare compiaciuto la scena e nei giorni successivi chiedeva notizie dei cuccioli, che andavano man mano assottigliandosi, perché collocati da parenti e amici. Da allora, si passava ad altri argomenti, riguardanti i fatti del giorno e il tempo che cambia uomini e cose. Gli ho ricordato il mio esame di Fisiologia, di decenni prima, col prof. De Caro, poi quello di mio moglie sotto la Sua direzione, con Minelli e Ventura. Era un piacere ascoltare il professore che si fermava volentieri a fare quattro chiacchiere con noi. Quando mi disse che presto sarebbe andato in pensione, temetti di perdere una così simpatica consuetudine. Infatti non ho più avuto occasione di rivederlo da allora, ma il suo ricordo, come quello di personaggi che hanno segnato l'eccellenza dell'Università pavese, con i quali, quando raramente capita, è bello scambiare idee e opinioni non esclusivamente professionali, è rimasto vivo nella mia memoria. Paolo Bottoni