«Asm Pavia rischia di perdere 3 milioni»

Calore e verde pubblico sono i due capitoli sui quali, nel breve termine, si giocherà il futuro di Asm Pavia. Osservando, nel bilancio 2013, il valore della produzione, entrambi i settori hanno avuto un calo. Per il calore, si è passati dai 3.773.204 euro del 2012 ai 3.256.992 euro del 2013. La variazione è di 516.212 euro. Secondo il bilancio, «la diminuzione è conseguente alla contrattazione rivista con il Comune di Pavia che ha forfettizzato tutte le prestazioni di riscaldamento e raffrescamento per l'anno 2013». Il Mezzabarba, quindi, ha deciso di pagare a forfait per un servizio che, in precedenza, gli costava di più. Meno importante, ma sensibile, la flessione dei ricavi per la gestione del verde pubblico. Dai 991.459 euro del 2012 si è scesi agli 894.182 euro del 2013. La variazione, in negativo, è stata di 97.277 euro. Anche in questo caso, i minori introiti del settore sono collegati a una scelta del Comune. I corrispettivi «risultano ulteriormente in diminuzione – spiega il bilancio – e ciò tenuto conto delle contestazioni avanzate dal cliente (il Comune ndr) in relazione alla valorizzazione delle prestazioni svolte, che hanno determinato la necessità di appostare dei ricavi in maniera prudenziale, considerato che alla data di stesura del presente bilancio non si sono ancora concluse le definizioni congiunte e condivise delle valorizzazioni eseguite». Un modo abbastanza burocratico per dire che Asm e Comune non si sono messi d'accordo sul prezzo. L'azienda di via Donegani, insomma, chiede per gli interventi sul verde pubblico cittadino una somma che il Comune non è disposto a pagare ritenendola eccessiva. di Fabrizio Merli w PAVIA Dai sindacati arriva un appello per il futuro di Asm Pavia e, soprattutto, dei suoi lavoratori. A lanciarlo sono Pietro Cavallaro della Uil e Giorgio Mercuri della Cgil. «A breve – dice Cavallaro – chiederemo un incontro con la proprietà di Asm, cioè con il Comune, per capire quali siano le prospettive dell'azienda e le potenzialità per un rilancio dell'attività industriale. È un problema che riguarda i servizi essenziali di una città e del territorio. Prendiamo atto del fatto che è finita un'era, quella delle municipalizzate, ma proprio per questo bisogna ragionare sul futuro, soprattutto in una fase in cui Pavia acque, che dovrebbe svolgere una funzione di propulsione, è immobilizzata». Quali siano, a breve termine, i problemi di Asm Pavia lo spiega Mercuri: «Asm, entro la fine dell'anno, dovrà mettere a gara settori importanti come la gestione calore, la manutenzione del verde e vendere la seconda farmacia comunale. Se la stessa Asm non riuscisse, nella gara, a riassicurarsi queste attività, si avrebbe una flessione del fatturato annuo di almeno 3 milioni di euro, a fronte di una situazione in cui i costi sono ormai incomprimibili». I timori dei lavoratori, dunque, riguardano i livelli occupazionali. Anche se, almeno con riferimento alla gestione del calore, Asm Pavia ha presentato la propria offerta per il tramite della società A2E, costituita insieme ad Asm Voghera e all'impresa privata ETI Srl. Ma si tratta di un'offerta che va ad affiancarsi a quelle di altri cinque operatori e che dovrà essere valutata in termini di competitività e di convenienza per il Comune. Mercuri non rinuncia a una riflessione politica: «Non dimentichiamo che se Asm è in queste condizioni, la colpa è della precedente amministrazione. Spetterà, ora, a quella nuova fare in modo che si riposizioni su attività più redditizie». Nel frattempo, se Asm Pavia ha chiuso il bilancio 2013 con un utile di 538.117 euro, è la sua controllata, Asm lavori, a destare le maggiori preoccupazioni, in considerazione del passivo di circa 490mila euro con cui ha chiuso il 2013. Come si è arrivati a questo risultato? A spiegarlo, almeno in parte, è lo stesso bilancio di Asm Pavia. Nella relazione sulla gestione, infatti, si legge: «Analizzando i risultati ottenuti dalla società, a fronte di un sensibile aumento del fatturato, passato da 4.014.115 euro a 5.037.344 euro, si registra un non proporzionale aumento dei costi necessari per produrre tale valore. In particolare, si nota come il potenziamento del personale interno non sia stato sufficiente ad evitare l'utilizzo di aziende esterne per completare le lavorazioni acquisite, riducendo sensibilmente i margini di profitto. L'azione combinata di questi due fattori ha generato una perdita d'esercizio pari a 490.741 euro dopo le imposte». In altre parole, Asm ha espanso molto il suo ambito d'intervento, aggiudicandosi lavori e aumentando il personale in organico. Personale che sarebbe cresciuto dalle 14 unità del 2008 alle attuali 35 (o 40, secondo quanto riferito dal sindaco Massimo Depaoli). Ma dal momento che i dipendenti non sono riusciti a fare fronte alla mole di lavoro, l'azienda ha dovuto subappaltare. Il risultato è stato un costo sempre più elevato per il personale e margini di guadagno sempre più bassi. Tanto che Asm Pavia ha svalutato completamente la sua partecipazione in Asm lavori.