Debito pubblico record L'esecutivo: no manovra
di Vindice Lecis wROMA Il debito vola ai record assoluti e il governo smentisce l'anticipo della legge di stabilità ad agosto. Ma la ripresa è lenta e il Fondo monetario internazionale (Fmi) conferma che «si corre il rischio di una stagnazione nel medio termine» e taglia all'1,1% le stime del Pil su Eurolandia. Il Supplemento dei conti pubblici al Bollettino statistico di Bankitalia certifica il nuovo record storico per il debito pubblico che a maggio aumenta di 20 miliardi sul mese precedente e tocca quota 2163 miliardi. Dall'inizio dell'anno è aumentato di 96 miliardi con una crescita del 4,7%. Bankitalia spiega che l'incremento è prodotto da 5,5 miliardi di fabbisogno delle amministrazioni pubbliche e da 14,9 miliardi dall'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro.Il primo risultato del l'aumento percentuale del debito, di fronte a una crescita economica certaente inferiore alle attese, provocherà anche una crescita del rapporto debito-Pil. Con una lettura di dettaglio si scopre, ad esempio, che è comunque calato il debito delle Regioni e delle province autonome scendendo da 37,9 a 36,6 miliardi ed è rimasto stabile quello delle Province (a 8,4 miliardi) mentre è aumentato da 47,6 a 48 miliardi il debito dei Comuni. Sul fronte delle entrate tributarie si registra un aumento del 2,9 per cento rispetto allo stesso mese del 2013. Il Fondo monetario internazionale non nega che la ripresa stia guadualmente «prendendo piede» ma la sua forza è «insufficiente» e si corre il «rischio di una stagnazione nel medio termine» che potrebbe contagiare i paesi vicini. L'espansione arriverà con una crescita dell'1,5% solo nel 2015. Ma per quest'anno il Fmi ha tagliato le stime dall'1,2 a 1,1%. La disoccupazione nell'Eurozona è il tratto distintivo di una ripresa che non c'è, perché è ancora «ostinatamente alta» e quella giovanile è ai massimi storici. E all'Italia affida due compiti: la riduzione del numero dei senza lavoro e l'efficienza della giustizia civile. Le reazioni sui dati Bankitalia non si sono fatte attendere. Forza Italia con Toti chiede dove sia «la svolta buona» di Renzi e con Brunetta domanda chiarimenti a Padoan sull'ipotesi riecheggiata di commissaraiamento da parte della Troika. La Uil attacca: «Fra presunte riforme, mancanza di programmazione ed eliminazione del confronto con le parti sociali il governo non riesce a rilanciare l'economia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA