«L'ateneo non gestisce i soldi per i suoi interventi»

PAVIA «Sono stato messo in mezzo a questa storia senza avere fatto niente». Il costruttore Alberto Brera arriva sotto lo studio del suo legale, l'avvocato Rosario Tripodi, a bordo di uno scooter dipinto a fiori e con tanta voglia di parlare. Il tempo di togliersi il casco, ornato di motivi floreali come il suo motorino, ed è un fiume in piena. Sembra impaziente di difendersi. «Certo che voglio difendermi: sono stato massacrato per fatti che non ho commesso». La procura di Pavia, però, la indaga per presunte irregolarità sui lavori in Università. E quella di Milano le contesta l'uso di fatture false. Cosa ha da dire? «Al processo di Milano sarà tutto smontato, perché c'è stata solo una confusione nella presentazione dei certificati. Per quanto riguarda l'inchiesta di Pavia, cosa vuole che le dica? Non ho ancora capito di cosa sono accusato». Si sa però che tra le pratiche sequestrate ci sono alcuni progetti di cui lei si è occupato per l'ateneo... «Cominciamo subito a fare chiarezza. Io ho sempre lavorato per l'Università di Pavia, ma non con i soldi dell'Università. Gli appalti li bandisce il Provveditorato». E il progetto del fotovoltaico da 8 milioni di euro portato avanti insieme all'Università? Anche quel progetto è stato sequestrato. «In quel progetto ho fatto solo alcuni lavori edilizi, per 700mila euro. Non c'entro più niente dal 2011, quando ho dovuto vendere un ramo di azienda alla Unienergy Srl e a un'altra società. Sono queste aziende ad avere fornito e installato i pannelli e ad aver raccolto i frutti di quel progetto». Ma a quel progetto partecipò da solo, con un'associazione di imprese, a quanto pare. «Guardi che non stiamo parlando di un appalto come gli altri, ma di un progetto che veniva fatto in project financing. Feci una proposta che venne approvata». Che tipo di altri lavori ha fatto per l'Università? «Diversi, soprattutto fino al 2006, poi c'è stato un calo, dal 2009 in poi altre imprese hanno lavorato più di me. Comunque, ho rifatto i muri di cinta del dipartimento di Fisica, interventi a Chimica e a palazzo San Tommaso. Ma il mio interlocutore, per questi lavori, è sempre stato il Provveditorato». Significa che non aveva a che fare con l'ingegnere Duico? «Ovvio che ogni volta che si apriva un cantiere avevo a che fare con lui. Ma i soldi dei lavori non li gestisce l'Università e nemmeno Duico». Per nessun lavoro? «Tranne che per quelli piccoli, sotto i 40mila euro. Ma ne ho fatto solo qualcuno». (m. fio.)