Vendola: no al governo ma dialogo col Pd

Nichi Vendola archivia la scissione all'interno di Sel, che ha visto fuoriuscire 10 parlamentari incluso il capogruppo alla Camera, e blocca le polemiche seguite al cattivo risultato della lista Tsipras. Il leader di Sel intende invece riaprire in autunno il discorso con il Pd, questa volta per un «cambiamento vero». Già da subito a Pippo Civati propone degli intergruppi per battaglie comuni in Parlamento. Il leader di Sinistra e Libertà, che non disdegna il mea culpa su alcune questioni (come l'aver accettato l'idea di Bersani delle parlamentarie) se da un lato fa emergere tutte le diversità con il Pd, dall'altro prova a tendere la mano a Matteo Renzi. Anche come tentativo di «aprire una crepa nella legislatura» e vedere se è possibile «un'altra piattaforma di governo per ricostruire una coalizione fuori dalle piccole-larghe intese». Perché, osserva, il centrosinistra «non c'è più; è stato demolito da un'alleanza tra Pd e centrodestra sotto l'egemonia dell'Europa». Per il momento però «la nostra opposizione al governo Renzi sarà netta e determinata». Le riforme e la legge elettorale Vendola non le digerisce: per le prime parla di «patto con il caimano»; per le seconde di uno «scippo» agli italiani.