Atterraggio d'emergenza su un atollo

di Andrea Visconti wNEW YORK Terrore a bordo di un volo della United Airlines per 335 passeggeri e 13 membri dell'equipaggio. Forte odore di bruciato, perdita di quota e il drammatico annuncio del comandante: «Il radar funziona a intermittenza». Subito dopo, la decisione di procedere con un atterraggio d'emergenza. Unica destinazione possibile un'isoletta di poco più di 6 chilometri quadrati sperduta nel mezzo del Pacifico. Se quanto accaduto a bordo del volo 201 decollato sabato da Honolulu non fosse vero sembrerebbe la trama di un episodio di "Lost", serial televisivo della Abc su un gruppo di passeggeri che dopo un incidente aereo si salva su un'isola tropicale. L'atterraggio d'emergenza è avvenuto a Midway, isola divenuta storica durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu lì che fra il 4 e il 6 giugno 1942 fu combattuta la famosa battaglia di Midway con la Marina Usa che sconfisse i giapponesi, cambiando così le sorti della guerra nel Pacifico. Il nome hawaiiano dell'atollo è Pihemanu Kauihelani, ma quando divenne territorio statunitense fu chiamato Midway perché è esattamente equidistante dalla costa americana e da quella asiatica. E' un minuscolo puntino nel bel mezzo del Pacifico. Giovedì il volo della United doveva decollare alle 14 da Honolulu con destinazione Guam. Ma un guasto tecnico aveva rimandato la partenza di diverse ore. Fra i passeggeri c'era Teresita Smith, del Maryland, che viaggiava con 25 familiari. E' stata lei a raccontare quanto è avvenuto a bordo del Boeing 777. Cinque ore dopo il decollo nel retro dell'aereo si è incominciato a sentire un odore di bruciato sempre più intenso. Quando il comandante ha fatto sapere che c'era il radar guasto c'è stato il panico. Carte alla mano il pilota ha identificato Midway come l'unico punto per atterrare. E ha fatto dietrofront. L'atterraggio è avvenuto senza inconvenienti utilizzando la pista quasi in disuso che era parte della base militare Usa. Ma per i passeggeri sono stati momenti angoscianti, il buio pesto fuori dai finestrini. Hanno passato sei ore in una palestra trasformata in ricovero d'emergenza con gli isolani venuti a soccorrerli con cibo e acqua. Intanto da Honolulu era partito un altro aereo che li ha recuperati e portati finalmente a Guam. ©RIPRODUZIONE RISERVATA