Incidente in moto, si spera per Matteo

CODEVILLA Stazionarie le condizioni di Matteo Cividati, il ragazzo di Codevilla che giovedì ha avuto un incidente sulla pista di motocross di Ottobiano. «Va un filo meglio, ma occorre aspettare», trapela dal reparto di Rianimazione I del policlinico San Matteo dove si trova ricoverato, dopo aver avuto un'aritmia cardiaca. Matteo è stato subito soccorso dall'èquipe specializzata del 118, poi il trasferimento al San Matteo. «E' un ragazzo pieno di vita, ha 19 anni, bravo, intelligente e appassionato di moto. Mi scusi, ora vado da lui», si limita a commentare Sergio Pasotti, zio del ragazzo, che era al policlinico ieri insieme ai più stretti familiari. In questo momento Matteo è in coma farmacologica, saranno decisive le prossime 24 ore, secondo il parere dei medici. Si era diplomato qualche giorno fa all'Itis Maserati di Voghera nell'indirizzo meccanico. «Sono senza parole – afferma il preside dell'istituto, Filippo Dezza - E' uno studente serio e disciplinato, che ha completato il suo percorso. Tra i nostri alunni abbiamo diversi appassionati motociclisti». «Lo conosco, è appassionato di moto e fa anche enduro - commenta l'ex sindaco di Codevilla, Paolo Marchesotti - Un ragazzo tranquillo e a posto, di buona famiglia. Sapeva tutto del suo sport, era anche andato in Spagna al gran premio: quando era tornato aveva spiegato per filo e per segno tutti gli aspetti tecnici della gara». Valeria Mondello, regista e realizzatrice di programmi sugli sport estremi per Sky, è stata la prima a soccorrere Matteo Cividati l'altro giorno sulla pista di Ottobiano. «Ad Ottobiano anche il personale è preparato con corsi appositi per la rianimazione – spiega la Mondello, originaria di Pavia – Ho visto il ragazzo a terra e mi sono precipitata lì, stavo per iniziare anch'io a girare in moto. Gli ho praticato le manovre di primo soccorso, spero che il mio lavoro possa essergli stato d'aiuto. Un invito che faccio a tutti coloro che praticano sport di qualsiasi tipo è quello di fare i corsi gratuiti che un po'ovunque vengono realizzati per insegnare la rianimazione cardiopolmonare in caso di arresto cardiaco: bastano due mani ed una posizione giusta e si può salvare la vita a qualcuno che la sta seriamente rischiando. Spero con tutto il cuore che Matteo ce la faccia nella sua battaglia». Valeria Mondello è amica anche di Manuel Motta, il 23enne morto in seguito ad un grave malore sempre sulla pista di Ottobiano: «Ero ancora sotto choc da quel giorno – aggiunge la Mondello – L'incidente di Matteo è successo a pochi metri da quello di Manuel: ho rivissuto quei momenti drammatici. La pista di Ottobiano comunque è tra le migliori: anche i dipendenti sono formati per il primo soccorso cardiopolmonare». (s. bar - m.q.)