Si perde anche la casa Aler «Ma si fa di tutto per evitarlo»
PAVIA Dei 91 procedimenti in discussione davanti al giudice ieri mattina, una decina avevano l'Aler come controparte. E questo significa che una decina di persone si sono ritrovate sfrattate anche dalla casa popolare, magari conquistata a fatica, dopo anni in graduatoria. «Sono inquilini per i quali è stato fatto tutto il possibile, in termini di aiuti – spiega Alfonso Mercuri, direttore generale di Aler Pavia –. In alcuni casi sono stati dati contributi di solidarietà o concessi pagamenti dilazionati, proprio in considerazione della situazione difficile che si stava vivendo. Ma purtroppo non è bastato». L'80 per cento degli sfratti di ieri, però, riguardava abitazioni private, perse da chi non è più riuscito a pagare l'affitto a causa della crisi economica. Sono gli stessi che si candidano a finire nelle graduatorie per le case popolari, con la speranza di un'assegnazione. «Va chiarito che in questo l'Aler non c'entra – precisa Mercuri –. La domanda si fa al Comune, il quale assegna le case sulla base di una graduatoria. L'Aler mette a disposizione gli alloggi e fa quello che può. Di fronte a una riduzione delle risorse anche l'aumento della morosità è un problema. Se i canoni non entrano non si può fare manutenzione». Alla fine, quindi, anche per queste abitazioni, che sono a canone agevolato, si può arrivare allo sfratto. «Certo – ammette Mercuri –, il dato conferma che c'è un'emergenza abitativa. La crisi ha aggravato la situazione, rendendola davvero drammatica». Che quello della casa sia uno dei problemi più spinosi che la nuova amministrazione guidata dal sindaco Massimo Depaoli è chiamata ad affrontare lo conferma anche l'assessore comunale Laura Canale, che proprio in queste ore sta mettendo insieme dati e statistiche per varare il nuovo Piano casa. In attesa di dati più definitivi, Canale snocciola qualche cifra: «Tra il 2011 e il 2012, prendendo l'intero anno come riferimento, c'è stato un incremento degli sfratti del 50,4 per cento. Un numero impressionante – lo definisce l'assessore –. Uno dei più alti tra tutte le città italiane. A Mantova, tanto per fare un esempio, siamo intorno al 33 per cento, mentre a Lodi l'incremento è del 17,51 per cento. Il dato di Pavia balza all'occhio e conferma che la casa è ancora un grande problema per questa città e che bisognerà in qualche modo affrontarlo». (m. fio.)