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Gentile direttore, le chiedo cortesemente di poter rispondere alla lettera pubblicata il 27 giugno scorso a firma dell'Associazione Cittadini per l'Ambiente, relativa al progetto di discarica di cemento-amianto in comune di Cava Manara. La Conferenza di Servizi è proprio il luogo in cui raccogliere le osservazioni di tutti i portatori di interesse. Mi sono sempre impegnata per garantire la partecipazione più ampia possibile. Il risultato del confronto è però di natura squisitamente tecnica e si fonda sull'applicazione di norme, che se anche talvolta politicamente non condivido, non possono essere ignorate. Rispetto alla supposta indisponibilità delle aree, che non costituirebbe di per sé motivo ostativo, ho verificato che invece questa è stata acquisita dal proponente. Rispetto invece agli errori materiali contenuti nel Pgt di Cava Manara, ho dovuto constatare, dopo unconfronto con i tecnici regionali, che non poteva di per sé costituire motivo ostativo, ma piuttosto un ulteriore elemento di criticità progettuale. Riguardo alle coltivazioni di riso, ho approfondito il tema e condivido la preoccupazione rispetto a quello che ritengo uno dei tanti "buchi" normativi, che non consentono di dare il giusto peso a problemi reali che possono essere constatati anche solo con un po' di buonsenso. Certo anche l'interferenza tra il progetto di discarica e il progetto dell'autostrada è un elemento negativo da non trascurare. Aggiungo che tra gli elementi che potrebbero far propendere verso un parere negativo e che i firmatari non hanno evidenziato, a mio giudizio, si possono elencare anche il consumo di suolo, la necessità di escavazione su suolo vergine e la compromissione di un'area boscata. Sottolineo queste ulteriori criticità per ribadire che a Milano non abbiamo certo le fette di salame sugli occhi. Solo dobbiamo trovare un difficile equilibrio tra la libertà d'impresa, l'interesse pubblico, le legittime preoccupazioni dei cittadini e l'applicazione di una norma molto generica. Anche se nessuno di queste di per sé possa essere considerato determinante, la somma di tante criticità credo debba trovare spazio in una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Non posso anticipare un esito che non conosco, posso però mettere la faccia, come ho fatto fino ad ora forte della mia esperienza da Sindaco, per assicurare che nulla venga lasciato al caso e l'interesse pubblico sia sempre e comunque tutelato al massimo. Non è un caso che proprio poche settimane fa, su mia proposta, sia stato approvato il nuovo Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche in cui, tra le diverse novità introdotte, abbiamo inserito due criteri innovativi e restrittivi allo stesso tempo: Uno a tutela della popolazione residente,le nuove distanze minime il perimetro dell'impianto di discarica e le aree residenziali (aumentate, nel caso di discariche di cemento amianto, da 200 a 500 metri) e il divieto di realizzazione di nuovi impianti per il trattamento di rifiuti su qualsiasi terreno a destinazione agricola, come individuati dai Pgt dei Comuni e dai Ptc dei Parchi. Vengono introdotti anche nuovi criteri localizzativi per le discariche da utilizzare in sede di autorizzazione, il famoso "fattore di pressione" che permetterà di evitare la concentrazione su unico territorio di troppe discariche. Il mio impegno futuro sarà quello di riordinare, nel limite delle competenze assegnate dallo Stato a Regione Lombardia, la procedura di VIA perché dia spazio agli impatti cumulati di più fattori, convinta comunque che per risolvere i problemi localizzativi di impianti così impattanti sia necessaria una pianificazione generale che non consideri ogni discarica come l'unica su tutto il territorio regionale. Claudia Maria Terzi assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile