Smaltimento di amianto, 24 indagati

di Lorella Gualco wVIGEVANO Sarebbe finito anche a Vigevano, in una discarica della frazione Sforzesca, il pietrisco contenente amianto rimosso dai cantieri per la costruzione del passante ferroviario di Torino. E' quanto sostengono la procura di Novara e la Direzione distrettuale antimafia del capoluogo piemontese che hanno chiuso le indagini su una presunta truffa da 13 milioni di euro ai danni di Rete ferroviaria italiana (Rfi). Nell'elenco dei 24 indagati ci sono anche imprenditori e professionisti residenti in provincia di Pavia che avevano partecipato alle analisi del materiale e alla gestione delle attività di smaltimento di oltre 43mila tonnellate di pietrisco della massicciata. Si tratta di Marco Baldi, 59 anni, di Belgioioso, all'epoca dei fatti (si parla di vicende risalenti al periodo tra agosto 2008 e maggio 2009) amministratore di Analytica srl di Pavia con laboratorio a Genzone; di Graziano Campari, 56 anni, residente a Casteggio, responsabile commerciale di "Ecologia 2000 srl" con sede a Pancarana; poi Ilario Costantini, 82 anni, di Pancarana, presidente del consiglio di amministrazione della stessa "Ecologia 2000", società di intermediazione e trasporto, e Giuseppe Costantini, 59 anni, consigliere delegato di "Ecologia 2000". Tra gli indagati figura anche Michele Sparacino, 67 anni, di Milano, amministratore delegato di Ecodeco srl, che gestiva la discarica di rifiuti inerti alla Sforzesca. I 24 indagati, secondo le accuse, avrebbero partecipato, a vario titolo e con diverse funzioni, a un traffico illecito di rifiuti speciali. Il pietrisco contenente amianto sarebbe stato smaltito come rifiuto inerte a costi nettamente inferiori. Il materiale sarebbe finito prima in una cava a Caltignaga (Novara), poi smaltito abusivamente in impianti di recupero a Cossato (Biella) e Volpiano (Torino), ma anche conferito all'impianto di smaltimento della Ecodeco alla frazione Sforzesca di Vigevano, che era autorizzato per accogliere rifiuti inerti e non materiale contenente amianto. L'avviso di chiusura delle indagini, condotte dai pm Roberto Sparagna, Nicola Serianni e Sara Panelli, fa riferimento ad accuse che tutti gli indagati pavesi contestano. «Ci troviamo di fronte – dice l'avvocato Angelo Merlin, di Vicenza, difensore di Baldi – alla solita indagine a 360 gradi che, per fare emergere le responsabilità individuali, indaga tutte le persone coinvolte, compreso chi, come il professor Baldi, ha fatto le analisi. Ma da qui a dire che le analisi siano state falsificate, ce ne corre e dimostreremo la totale estraneità ai fatti». Analoga posizione difensiva è quella che riguarda Ilario e Giuseppe Costantini, difesi dall'avvocato Colette Gazzaniga di Voghera, e Graziano Campari che non sarebbero nemmeno stati al corrente di presunti illeciti relativi al conferimento dei rifiuti. La difesa di Michele Sparacino, amministratore di Ecodeco, chiederà l'archiviazione del procedimento subito in questa fase. «Ecodeco è estranea ai fatti – sostiene l'avvocato Antonella Zoni, di Milano – ci riserviamo di presentare una memoria e chiedere subito l'archiviazione al pm. La discarica della Sforzesca era stata a suo tempo posta sotto sequestro, ma poi subito dissequestrata. Ci sorprende, quindi, trovarci ancora tra gli indagati. La discarica non è autorizzata a ricevere amianto, ma dimostreremo con i referti analitici che il materiale conferito all'epoca era stato controllato dalle autorità competenti ed era materiale che la discarica poteva ricevere».