Botte alla 71enne familiari a processo
di Maria Fiore wPIEVE DEL CAIRO «La mia vita era diventata un inferno, avevo paura di morire». La donna, di 71 anni, racconta al magistrato una storia di maltrattamenti e angherie. Violenze fisiche e psicologiche che, secondo l'accusa, sarebbero state messe in pratica da chi avrebbe dovuto, al contrario, prendersi cura di lei. Sotto indagine, per l'accusa di stalking, ci sono infatti il figlio, Giovanni Modica, di 50 anni, la nuora della vittima, Sonia Jaghmoun, di 45 anni, e Semir Modica, di 23 anni. A gennaio, nei loro confronti, era stato già preso un provvedimento di allontanamento dalla casa della vittima, a Pieve del Cairo, e l'altro ieri l'anziana è stata sentita dal magistrato con lo strumento dell'incidente probatorio, che ha permesso di cristallizzare il racconto della donna in vista del processo. Al giudice ha ribadito quanto aveva già raccontato nelle querele, circa dieci, che aveva presentato contro la famiglia del figlio. Secondo quanto riferito dalla donna, tutto comincia a maggio del 2013, quando la famiglia del figlio si trasferisce a casa sua, con un atto che nel capo di imputazione viene definito «arbitrario»: una scrittura che stabilisce il diritto a restare nell'abitazione per 40 anni. Fatto sta che la convivenza, secondo l'accusa, diventa un incubo per la donna. I rapporti con il figlio e la sua famiglia sono tesi e in breve tempo degenerano. In base a quanto ricostruisce la procura, dopo poche settimane sarebbero cominciate le vessazioni. L'anziana avrebbe avuto da subito poca libertà di movimento in casa sua, dove sarebbe arrivata ad occupare una stanza piccola e a lavarsi in una bacinella. Dopo le offese e le minacce di morte, sarebbero arrivate le botte. In un'occasione l'anziana sarebbe stata presa per i capelli e trascinata sul pavimento, per impedirle di entrare in cucina. Una situazione che l'avrebbe convinta, dopo qualche tempo, a presentare la prima denuncia e poi, a gennaio, a rivolgersi a un avvocato. Attraverso il legale Marco Casali ha ottenuto il provvedimento di allontanamento della famiglia del figlio dall'abitazione, ma l'indagine è ancora in corso. Davanti al giudice ha ripetuto: «Dicevano che dovevo essere chiusa in un ospizio e che dovevo morire».