Broni, il futuro è legato alle sarde Dita incrociate per evitare il sud
BRONI Broni guarda alle quattro formazioni sarde. Sarà infatti con ogni probabilità la collocazione delle "isolane" a determinare il destino delle oltrepadane: girone Nord o Sud. Una questione destinata a pesare anche sul budget. L'altro giorno è scaduto il termine per le iscrizioni al campionato di serie A2. Delle aventi diritto è certa da tempo la rinuncia di Ancona, Brindisi, Catania, Chieti, Pordenone ed Udine. Pomezia è incerta, mentre Napoli verrà ammessa alla serie A1, al posto di Priolo che ha alzato bandiera bianca. A questo punto bisognerà capire anzitutto il destino delle quattro formazioni sarde (Alghero, Astro Cagliari, Selargius e Virtus Cagliari). Nella scorsa stagione erano state collocate nelle conference settentrionali per problemi logistici. «L'assenza delle siciliane – spiega il dirigente responsabile Gianluca Caraffini – potrebbe spingere la federazione a dirottare le sarde nel girone Sud, visto che verrebbe meno il problema dei difficili collegamenti tra le due isole. E' scaduto il termine per la presentazione delle domande di iscrizione. Nei prossimi giorni verranno esaminate le eventuali richieste di ripescaggio. Poi, in linea di massima tra il 16 ed il 20, saranno ufficializzati i gironi». Finire nuovamente a Sud comporterebbe una spesa logistica di 15mila euro. «E' pari al contratto di una giocatrice valida – continua Caraffini – Noi spereremmo di tornare a Nord, la nostra collocazione naturale, però è altrettanto vero che rispetto alla passata stagione il divario tecnico tra i due gironi è molto meno evidente. Anzi, attualmente, sembrerebbe meno difficile quello meridionale rispetto a quello settentrionale. Ma il mercato è ancora lungo». Nessuna certezza neppure sulla formula: «La federazione puntava a quattro conference da otto squadre – dice ancora il dirigente della squadra bronse Gianluca Caraffini – Però è una missione impossibile visti i ritiri e le difficoltà economiche di diverse realtà. Più logico pensare a quattro gironi da 7 squadre. Mentre se il numero delle iscritte dovesse attestarsi sulle 24-26 si potrebbe pensare a due gironi, abolendo la formula delle conference. Al momento siamo però solo nel campo delle ipotesi e attendiamo l'ufficializzazione da parte della federazione». Franco Scabrosetti