Dossier smarrito, non può guidare l'auto

di Roberto Lodigiani wVOGHERA Dopo il divorzio, negata anche la patente di guida a causa dell'ennesimo fascicolo smarrito nei corridoi del tribunale. Al centro della vicenda, c'è M.T., 40enne operaio metalmeccanico vogherese trapiantato a Stradella che da due anni non può utilizzare l'auto per i suoi spostamenti, compresi quelli da casa al lavoro (una fabbrica in Valtellina), malgrado la richiesta di archiviazione delle accuse a suo carico già avanzata dalla procura: manca il decreto di archiviazione del giudice, un ultimo decisivo passaggio impedito dalla perdita del dossier. «Ora in genere viaggio in treno e ci metto il doppio del tempo rispetto a quando usavo la macchina», spiega M.T. I guai per lui cominciano nel luglio 2012, quando una pattuglia dei carabinieri lo ferma nella zona del cinema Arlecchino e gli contesta l'impiego di un tagliando assicurativo contraffatto. L'auto, un'Alfetta, viene sequestrata e la patente ritirata. Passano i mesi, il giudice di pace respinge una richiesta per il rilascio di un permesso provvisorio di guida che avrebbe consentito all'operaio di recarsi almeno al lavoro. Arriviamo a settembre, quando la procura chiede l'archiviazione del procedimento penale a carico di M.T. Il fascicolo viene quindi trasmesso alla cancelleria del tribunale di Voghera. Qui, però, ci si accorge che la pratica è sprovvista della notifica alla parte lesa (la compagnia assicuratrice): le carte tornano dunque in procura, da dove dovevano poi essere riconsegnate in cancelleria. «E' a questo punto che del fascicolo si perdono definitivamente le tracce», spiega l'operaio. Ma i problemi non sono ancora finiti. Nel febbraio dello scorso anno, M.T. viene fermato per la seconda volta dai carabinieri, stavolta in via Barbieri, al campo giovani. «Stavo portando l'auto a un collega, l'indomani saremmo andati insieme al lavoro e l'avrebbe guidata lui – racconta – io dovevo fare solo un breve tragitto». Scatta, inesorabilmente, un secondo procedimento penale con sospensione per tre mesi del libretto di circolazione. «Eppure, mi hanno detto che con la certezza della cancellazione del primo provvedimento avrebbero annullato anche l'altro». Invece l'odissea di M.T. si prolunga. Ad aprile dovrà rifare l'esame della patente. «Speriamo che sia la volta buona». Il suo legale, l'avvocato Maurizio Chiesa, ha anche inoltrato un esposto per sollecitare il ritrovamento del fascicolo. Senza successo, almeno per ora. In più, a dimuinuire le chance, ci si è messo di mezzo anche il trasloco degli atti a Pavia dopo la chiusura del tribunale di Voghera. ©RIPRODUZIONE RISERVATA