Presidio alla Maugeri firmano oltre 600 pazienti
«Caro cittadino» Comincia così il volantino che i lavoratori hanno distributito ai pazienti ieri: «Dal 1 ottobre verrà tagliato il nostro stipendio – si legge – e questo per noi è inaccettabile. Come lavoratori ci stiamo impegnando per evitare che ciò accada. Solo così potremo garantire l'eccellenza dei servizi finora erogati dalla fondazione. Siamo certi che ci scuserai per il disagio che la nostra protesta potrà recarti, ma abbiamo il dovere di difendere la nostra professionalità e la tua salute. Chiediamo a te che sei un nostro paziente di comprenderci e sostenerci». Come spiega una nota dei sindacati, «più volte Fondazione ha in questi anni chiesto e ottenuto dai lavoratori collaborazione per uscire dalla situazione in cui ci siamo venuti a trovare dopo le vicende giudiziarie. E lo stesso presidente più volte ha ribadito che gli stipendi dei dipendenti sono intoccabili». di Anna Ghezzi wPAVIA Seicento firme a sostegno della protesta dei lavoratori raccolte in un giorno. È questo il bilancio del primo giorno di presidio permanente alla fondazione Maugeri, dove i lavoratori protestano contro la decisione dell'azienda di modificare unilateralmente il contratto di lavoro tagliando loro lo stipendio per ripianare i bilanci. Le bandiere dei sindacati sventolano da ieri mattina sulla rotonda che porta alla clinica di via Maugeri. Davanti all'edificio azzurro una trentina di infermieri, medici, ausiliari in camice, col cartellino, fermano i pazienti con un sorriso e lasciano un volantino per spiegare le ragioni della loro eclatante protesta. «Staremo qui finché Maugeri non cambierà idea sul passaggio al contratto della sanità privata, che comporterà un taglio degli stipendi fino al 30%», dicono i sindacati. Il taglio sarà mediamente del 15%, ha precisato la direzione della fondazione finita nella bufera giudiziaria sui fondi neri. Davanti alla fontana la parete è costellata di cartelli scritti a mano dai lavoratori: «Dimettetevi», «L'eccellenza siamo noi», e rivolti alla dirigenza della fondazione Maugeri. Nell'assemblea di ieri mattina i lavoratori hanno deciso di raddoppiare il presidio: ogni giorno per sei ore, dalle 8 alle 14, faranno i turni. Tanti pazienti si fermano, chiedono, poi, cartella clinica in una mano e penna nell'altra, firmano la petizione sotto il porticato dell'ingresso: «Sto coi lavoratori, se la clinica è così rinomata è merito loro: questa struttura è grandiosa, deve restare così», spiega Luciana Mari, che dall'Isola d'Elba viene a Pavia per farsi curare. «Fanno bene a protestare – spiega Lidia Iandoli – perché senza stipendio non si può vivere. E sarebbe più giusto che pagasse chi ha fatto i danni. Qui il personale è impeccabile, se veniamo in Maugeri è merito loro». Anna Maria Alfarani viejne da Brindisi: «Questa struttura funziona benissimo e deve rimanere così». «Ora è davvero dura, per i lavoratori – dice Giovanna Sabaini, che passeggia per l'atrio insieme a una compagna di convalescenza – Abbiamo deciso di firmare perché hanno ragione. Chi lavora non dovrebbe pagare le conseguenze del comportamento di chi ha mangiato troppo, in passato. Sono medici, infermieri e tutti i lavoratori che portano ricchezza alla fondazione, che si occupano dei pazienti. Sono la cosa più importante». «Io frequento la senologia da 12 anni – dice Nadia Mazzucco – e ho visto come, negli anni, da gioiello che era è stato lasciato andare, mentre gli altri centri stanno andando avanti e creando delle breast unit certificate che prendono in carico il paziente dall'inizio alla fine garantendo la continuità. Eppure in Maugeri lavorano persone splendide che non meritano questo trattamento».