Il Vaticano volta pagina Nuovo presidente allo Ior

di Paolo Sacredo wROMA Il Vaticano di Francesco si lascia alle spalle gli scandali finanziari e le inefficienze che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni. O almeno ci prova. Le novità principali, annunciate ieri dalla Santa Sede, sono la nomina del nuovo presidente dello Ior: si tratta del francese Jean Baptise De Franssu; e il trasferimento dell'Apsa, ente che gestisce i beni della Chiesa, sotto la Segreteria dell'Economia, il ministero delle Finanze vaticano. L'Apsa così assume la funzione di banca centrale del Papa. Una trasformazione che vede consolidarsi il potere del cardinale Jeorge Pell, australiano di Sydney, al vertice della segreteria e fautore del rigore economico. Dunque le leve del potere finanziario vaticano sono sempre più nelle mani di chi si è formato nei Paesi anglosassoni. Fatto sta che il numero due del Consiglio per l'Economia, commissione di tecnici che deve indirizzare i cardinali sulle scelte da fare, è il maltese Joseph Zahra, colui che concretamente ha fatto entrare Malta nell'Euro. In sala stampa vaticana, il cardinale Pell ha detto che «ci sono molte sfide e c'è molto lavoro da fare», preannunciando così di voler razionalizzare le spese del Vaticano, tanto che i dicasteri saranno vincolati da budget, e di massimizzare obiettivi. Tutto ciò, almeno formalmente, all'insegna della «massima trasparenza». Una linea già tracciata dalle società di consulenza - Kpmg e McKinsey - che da settembre hanno scandagliato i conti del Vaticano senza però che siano stati resi noti i risultati. Oltre all'Apsa, snodo di questa riforma è lo Ior. Il francese De Franssu, consulente esperto in acquisizioni e fusioni e già direttore della Cassa Depositi e Prestiti di Parigi, ha detto che si dedicherà «a tempo pieno» all'istituto. Lascia quindi la presidenza Ernest Von Freyberg. Il tedesco, se è vero che ha permesso allo Ior di accreditarsi negli ambienti finanziari internazionali, paga anche il fatto di esser stato nominato dall'ex segretario di Stato Tarcisio Bertone. Proprio su Bertone, che avrebbe favorito un prestito da 15 milioni alla Lux Vide di Ettore Bernabei, il cardinale Pell ha detto che eventuali illeciti saranno valutati «dalle autorità competenti». Ieri dunque è stato confermato che lo Ior si dovrà concentrare sulla consulenza finanziaria e sui servizi a pagamento per il clero, le diocesi e i laici impiegati dalla Santa Sede. La gestione patrimoniale sarà affidata al Vatican Assett Management. Tra le uscite che vengono considerate improduttive dai fautori del rigore, ci sono i media, ovvero Osservatore Romano, Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, Sala Stampa, Editrice Vaticana. Dopo diversi consulenti esterni che hanno ottenuto pochi risultati, è stato nominato un comitato per una riforma. Al vertice ci sarà il 70enne Lord Pattern, già presidente della Bbc. L'obiettivo è, oltre a tagliare le spese, raggiungere il massimo numero di cattolici nel mondo. Sotto la lente anche il Fondo pensioni dei dipendenti della Santa Sede, considerato solido ma che necessita di riforme. ©RIPRODUZIONE RISERVATA