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PAVIA Un doppio set musicale all'insegna dell'improvvisazione. E' quello che propone il festival "Up-to-Penice", organizzato dall'associazione Tetracordo di Stradella con la direzione artistica di Livio Bollani, che venerdì alle 21.15 approderà a Pavia per la Festa del Ticino, con una puntata speciale che vedrà avvicendarsi sul palco l'ensemble jazz norvegese delle Trondheim Voices e il Renzo Ruggeri Trio (in caso di maltempo in Santa Maria Gualtieri). Attive dal 2001, le Trondheim Voices sono un gruppo di canto a cappella di soliste che lavora sulle infinite possibilità all'interno dell'improvvisazione vocale e che rientra nei progetti del Midtnorsk Jazzsenter, diretto artisticamente da Tone Åse. Tra le varie partecipazioni, l'ensemble ha fatto parte della produzione norvegese "Sanctus" di Terje Bjørklund - al fianco di nomi noti della musica scandinava come Arve Henriksen, trombettista ospite a Pavia lo scorso aprile, in Santa Maria Gualtieri, per "Dialoghi: jazz per due", e l'eclettico chitarrista internazionale Stian Westerhusm - e nel 2010 ha pubblicato il primo album, "Improvoicing". Protagonista della seconda parte della serata sarà il trio del fisarmonicista Renzo Ruggieri, nomade della musica in tutto il mondo e autore di importanti produzioni e musiche per il teatro, che vanta collaborazioni con il Teatro dell'Opera di Roma e con nomi come Antonella Ruggiero (che ha accompagnato al Festival di Sanremo nel 2007), Fabrizio Bosso, Fabio Concato, Tullio De Piscopo, Ron, Morgan, Gino Paoli, Enrico Rava, Art Van Damme e altri. A lui va il merito di essere stato il primo fisarmonicista a realizzare cd completamente improvvisati, primato che gli è valso numerosi premi alla carriera, che si sono aggiunti al premio Voce D'oro del Festival Internazionale di Castelfidardo (già assegnato a Gorni Kramer, Richard Galliano, Astor Piazzolla e Art Van Damme) e al Silver Disk dalla Gnessin Akademy di Mosca. A Pavia, Ruggieri suonerà con il chitarrista Mauro De Federicis e il bassista Samuele di Teodoro. «La fisarmonica ha avuto un'accelerazione straordinaria, grazie alla diffusione dei sistemi con bassi sciolti che hanno sdoganato lo strumento dalla bassa qualità, e grazie ad Astor Piazzolla, e al suo discepolo Richard Galliano, che hanno contribuito alla diffusione di massa in ambiti meno accademici – dice Ruggieri –. Oggi i pregiudizi sono finiti e un fisarmonicista riesce a suonare nei festival jazz, in quelli di world music e anche nei teatri più prestigiosi: il pubblico fischia o applaude ciò che ascolta, non lo strumento che vede». L'ingresso è gratuito. Marta Pizzocaro