Mortara, stanziamenti aumentati per i servizi
MORTARA Il Comune non alza le tariffe per i servizi a domanda individuale, come asilo e pasti alla mensa. Però la coperta è sempre più corta. Se da una parte le tariffe sono sempre uguali (salvo le rivalutazioni Istat obbligatorie) rispetto all'ultimo aumento del 2010, dall'altra il Comune deve fare i conti con tagli statali e spese per garantire i servizi che aumentano. Alcuni dati inquadrano meglio la situazione. Quest'anno il municipio di Mortara ha messo in conto di spendere per i servizi a domanda individuale del cittadino 1 milione e 40mila euro (quasi 70 mila euro in più rispetto al 2013). A fine anno il Comune punta ad incamerare dai pagamenti delle tariffe da parte dei cittadini e dai contributi regionali per alcuni di questi servizi 617mila euro (30 mila in più del 2013). In sostanza il 60 % delle spese per i servizi sarà coperto dai soldi sborsati in larga parte dai mortaresi che ne usufruiranno e in forma minore dalla Regione. In passato questa percentuale era più alta. Nel 2010 era stata del 66%, nel 2011 del 69%. Come fa quindi il Comune a garantire i servizi allo stesso prezzo con costi di gestione però crescenti e continui tagli nei fondi dati dallo Stato che rendono sempre più instabile il bilancio? «E'una scelta politica e di buon senso – spiega l'assessore alle Finanze Fabio Farina – Questi servizi sono importanti per la popolazione e vogliamo mantenerli. Quest'anno, anche se c'è stato un milione di euro di tagli, abbiamo tenuto i servizi senza alzare i costi ai cittadini, salvo per le rivalutazioni Istat. Se si continua così però in futuro bisognerà vedere». «Abbiamo tagliato il tagliabile per tenere i servizi» aggiunge il sindaco Marco Facchinotti. Ma quali sono i servizi più in perdita per il Comune? Sicuramente asili nido e mense. Gli asili nido costano al municipio 254mila euro all'anno: 110mila li pagano i mortaresi con le rette, 50mila arrivano da un contributo regionale, in poche parole il municipio perde quasi 100mila euro. Le mense costano invece 496 mila e ne rientrano 317mila: un costo quindi di 179mila euro. In deficit anche altri servizi: l'assistenza domiciliare (142mila euro di costo e 47.500 di incasso) e gli spettacoli culturali (85.500 euro il costo, 40mila le entrate). Sandro Barberis