San Genesio chiede la calamità naturale

SAN GENESIO Chiede lo stato di calamità naturale il Comune di San Genesio dopo il violento nubifragio di lunedì pomeriggio. Il sindaco Cristiano Migliavacca fa la conta dei danni e sono conti salati. Tanto che ha immediatamente contattato il capo di gabinetto della prefettura di Pavia per comunicare le condizioni di alcune zone del paese. Ieri mattina, il primo cittadino e il responsabile dell'ufficio tecnico del municipio si sono recati nella sede di Regione Lombardia di viale Cesare Battisti. Una prima stima, effettuata dagli uffici comunali, parla di danneggiamenti per circa 50mila euro. Una somma che potrebbe mettere in ginocchio questo piccolo centro di quasi 4mila abitanti. «Stiamo effettuando calcoli precisi dei costi dell'intervento di ripristino, soldi che dobbiamo necessariamente trovare», fa sapere Migliavacca. Bilancio preoccupante per la strada comunale che collega, in aperta campagna, San Genesio a Mirabello e poi raggiunge Borgarello. Qui raffiche di vento a 90 chilometri orari hanno abbattuto un intero filare di piante, 25 alberi tra platani e robinie sono stati sradicati e sono caduti sulla strada e sulle recinzioni delle abitazioni. Fortemente compromesse le condizioni della strada.«Le radici hanno letteralmente sventrato l'asfalto», precisa Migliavacca che ha già firmato un'ordinanza per procedere con urgenza ad interventi di ripristino. Divieto assoluto di transito quindi in questo tratto viario devastato dal nubifragio. Intanto si è già provveduto a liberare i passi carrabili delle abitazioni e del canile che si affacciano su questa strada comunale. «Di certo questa via di collegamento è interamente da rifare – spiega Migliavacca –. In mattinata abbiamo presentato in Regione la richiesta di stato di calamità naturale. A Borgarello il nubifragio ha fatto meno danni, ma una parte dell'ex statale dei Giovi è rimasta bloccata a causa degli alberi abbattuti dal vento. «Si sono allagati garage e scantinati – fa sapere l'assessore di Borgarello Francesco Briganti – ed era impraticabile, a causa dell'acqua, anche la piazza principale, poi la situazione è andata normalizzandosi». Vento, pioggia e grandine hanno provocato disagi anche a Certosa. In via Leonardo, il vento ha scoperchiato una parte del tetto della fonderia Negri e gli alberi si sono piegati. Stefania Prato