La carica di Sabella «Abbiamo il cuore e un Messi in più»

di Pietro Oleotto wINVIATO A SAN PAOLO La notte porta consiglio. Ma forse stavolta neppure servirà. Gli spifferi che arrivano dal quartier generale dell'Argentina riferiscono di un Alejandro Sabella convinto e deciso. Non sfoglierà fino all'ultimo la margherita per trovare il sostituto dell'infortunato Angel Di Maria, sa già come centellinare le energie di Sergio Aguero, appena recuperato, ha già valutato tutte le possibili opzioni in difesa. E ha già imbottito la testa dell'Albiceleste di avvertenze, elencando negli ultimi tre giorni soprattutto i pregi dell'Olanda. I pericoli. Chiamatelo lavaggio o "ripassino", certo è che l'Argentina non sottovaluterà l'avversaria, come ha fatto capire Javier Mascherano, uscito allo scoperto ieri per inquadrare la storica semifinale, un appuntamento che mancava da 24 dall'agenda del calcio argentino. «Sarà una partita particolarmente difficile, contro una squadra che ha un sacco di qualità. Inoltre ha una notevole esperienza in campo internazionale, visto che ha giocato la finale della scorsa Coppa del Mondo, contro la Spagna». Difensore nel Barcellona, mediano (alla vecchia maniera) in nazionale, Mascherano si è soffermato poi sull'arma principale della squadra di Van Gaal: «Ha molti pregi, ma ha forse il miglior contropiede del mondo. Se la lasci giocare, se le dai spazio, può farti molti danni. Ma l'Olanda non è soltanto questo: sa giocare il bene il pallone, ha dei giocatori con i piedi buoni e degli ottimi colpitori di testa. Spetta a noi per evitare che la partita si metta su questo piano», ha spiegato Mascherano e le sue parole sembrano quasi una copia carta-carbone di una riunione tecnica, di una delle ultime di Sabella. Le frasi tutto orgoglio sono invece lo specchio dello spogliatoio: «Dobbiamo recuperare il terreno perduto: ultimamente l'Argentina non era mai riuscita a raccogliere grandi risultati ai Mondiali. Questo è il momento giusto per il riscatto». Anche perché in squadra c'è finalmente un Messi all'altezza della fama. «È il miglior giocatore del mondo. È la nostra bandiera, è colui che può trasformare il nostro sogno in realtà, perché è di un altro pianeta. Noi dobbiamo solo cercare di sostenerlo». Il piano. Non si può dire che Sabella non sia della stessa idea. Anzi, negli ultimi giorni ha valutato tutte le opzioni cercando di capire come Messi può rendere al meglio senza i polmoni di Di Maria al fianco. Così, dopo aver recuperato Aguero gli è venuta l'idea di rischiarlo subito, sostituendo il giocatore forse meno brillante del suo attacco: Lavezzi. L'impressione è, tuttavia, che inserire il Kun dal primo minuto sia un azzardo, laddove potrebbe essere una pedina importante a gara iniziata, nel caso servisse un altro "carico" di classe per bloccare la gara. Perciò dentro Enzo Perez a centrocampo e davanti ancora Lavezzi nel tridente completato dal divino Leo e dal napoletano Higuain. La mediana a tre dovrebbe essere composta da Biglia (Gago l'alternativa) e Mascherano, a protezione di una retroguardia composta da Zabaleta, Garay, Demichelis e il rientrante Rojo davanti al portiere Romero. Solo tattica: stavolta conterà più che mai il cuore, per questo si dice che Sabella abbia fatto assistere la squadra alla proiezione del video realizzato in patria da uno sponsor dell'Albiceleste con i tifosi protagonisti. Non ci sono i titoli di coda, il ciak termina con una frase: «Saremo 40 milioni di argentini contro 11 giocatori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA