Asilo Negri senza tetto In università aule ko
di Marianna Bruschi wPAVIA Dopo il nubifragio si contano i danni. Cinquanta gli alberi caduti a Pavia città, scoperchiato il tetto dell'asilo Negri in Borgo, laboratori e attrezzature inutilizzabili in università. E poi le quasi 220 tonnellate di rami, tronchi e fogliame raccolti da Asm: numeri che raccontano cosa si è abbattuto su Pavia. Una notte passata a segare tronchi e rami per ripristinare la viabilità. Una notte con alcune strade senza illuminazione, quartieri senza elettricità. E ancora la pioggia. Serviranno centinaia di migliaia di euro per gli interventi. Asilo scoperchiato. Il forte vento ha sollevato una parte del tetto dell'asilo Negri di via dei Mille, in Borgo. La scuola ospita uno dei centri estivi cittadini. «Le attività continueranno, non c'è pericolo per i bambini – spiega Marcello Adduci, dirigente del settore Istruzione – è già stata montata l'impalcatura. Per qualche giorno non mangeranno nel giardino ma all'interno della scuola». Verifiche anche sulla scuola Maestri e all'asilo Castiglioni per infiltrazioni d'acqua. E per controllare la stabilità delle piante nei giardini. «I danni stimati agli edifici comunali sono di circa 30-40mila euro», spiega l'assessore ai lavori pubblici, Fabio Castagna. Fogne e piante. Il Comune sta affrontando due problemi: le fognature intasate e le piante cadute. «Abbiamo già raccolto 190 tonnellate di ramaglie e tronchi – spiegano da Asm – e 28 tonnellate circa di fogliame e terricci con le autospazzatrici usate per la ripulitura di strade e sottopassi». «Sono cadute una cinquantina di alberi – aggiunge l'assessore – in via Strada è completamente distrutto i l parco giochi». Le strutture per anziani. I calcinacci nei corridoi e nelle stanze descrivono una scenario quasi da terremoto. Le controsoffittature di alcune zone del Pertusati sono state staccate per evitare che cadessero da sole. Erano pieni d'acqua. «In viale Matteotti si è creato un effetto piscina – spiega Maurizio Niutta, direttore generale dell'Azienda servizi alla persona – e questo ha portato all'allagamento dei seminterrati e dei vani ascensori. I tecnici sono intervenuti con l'aiuto dei vigili del fuoco». Le zone più colpite sono state considerate inagibili per la durata dell'intervento di ripristino. Danni più limitati al Santa Margherita, dove l'acqua ha rovinato alcuni computer. «Al Centro Emiliani in via Vivai abbiamo avuto danni consistenti – aggiunge Maurizio Niutta – Si è lesionata una porzione del tetto, stiamo intervenendo. In tutto è un danno da circa 50mila euro». I danni in università. «Danni ingenti». Due parole per descrivere le conseguenze del nubifragio che lunedì pomeriggio si è abbattuto su Pavia. Il delegato del rettore all'edilizia e al patrimonio architettonico, Marco Morandotti, già lunedì sera ha iniziato una serie di sopralluoghi: «In alcuni casi i danni sono consistenti, ma è un inventario che durerà alcuni giorni. I danni riguardano gli edifici e le apparecchiature: se si guastano attrezzature da decine di migliaia di euro il bilancio sarà ingente». La struttura più danneggiata è l'edificio, al Cravino, che ospita ingegneria meccanica e idraulica: è stato chiuso per poter intervenire. Si sono allagati alcuni laboratori al Botta 2 e alcune aule. Il forte vento ha abbattuto alcuni rami ma non è stata compromessa la viabilità. Un'aula è stata chiusa anche a Palazzo San Tommaso, qualche infiltrazione c'è stata a palazzo Vistarino, ma di lieve entità. Il palazzo centrale, superati gli allagamenti nei cortili, non ha riportato meno danni degli edifici che ospitano le facoltà scientifiche, alla Nave e al Botta 2. Aziende danneggiate. Prime segnalazioni da aziende del territorio: la Cut Bending srl di Travacò Siccomario ha riportato danni per 17mila euro. Gli sbalzi di corrente hanno bruciato le schede elettriche dei macchinari dell'azienda che lavora nel settore meccanico, che fa parte della Confederazione italiana della piccola e media industria privata. Danni anche alla cascina Codalunga di San Martino Siccomario. GUARDA LA FOTOGALLERY E COMMENTA www.laprovinciapavese.it