Lacchiarella, Mamoli: slitta tutto

LACCHIARELLA Mamoli, slittal'incontro fra sindacato, proprietà e sindaco. Il vertice in Comune, alla presenza di Antonella Violi, è stato spostato domani. Slitatto, di conseguenza, anche la giornata di sciopero che era stata prevista proprio per ieri nel caso in cui la situazione non si fosse sbloccata. Ieri, comunque, davanti ai cancelli della fabbrica i lavoratori in cassa integrazione erano presenti nel gazebo allestito proprio davanti all'ingresso della Mamoli. «Il presidio resta fino a quando la situazione non sbloccherà – gli operai –. Ma non siamo per niente fiduciosi. Non ci hanno ancora detto niente e dall'azienda c'è il silenzio più assoluto su quelle che sono le loro intenzioni». La crisi è iniziata a sorpresa due anni fa, il contratto di solidarietà fino al 2013 e oggi settanta lavoratori in cassa in tegrazione su 110. E' la parabola discendente della Mamoli, storica fabbrica di rubinetteria, arrivata ad un passo dalla chiusura. I suoi dipendenti, dalla settimana scorsa, hanno manifestato tutta la loro rabbia e preoccupazione, con uno sciopero di otto ore con presidio permanente fino a quando la società non darà delle risposte. Ora lavorano in 40 su 110, ma anche loro prendono lo stipendio a singhiozzo. «Ancora adesso non sappiamo se e quando prenderemo il prossimo stipendio – dice uno dei dipendenti –. Stiamo aspettando la busta paga, ma con "sorpresa"». «Ricordo gli anni in cui la strada praticamente si bloccava all'uscita di tutti gli operai dalla fabbrica, la maggior parte dei quali in bicicletta – ricorda invece un anziano del paese –. La Mamoli per Lacchiarella è sempre stata come la Fiat per Torino. Che tristezza». Fondata nel 1932 grazie da Spartaco Mamoli, l'azienda si è affermata nel tempo come realtà di riferimento non solo a livello locale ma anche nel panorama italiano ed internazionale per la produzione di rubinetteria caratterizzata da una forte ricerca estetica e tecnologica. Improvvisamente, un paio d'anni fa, l'azienda ha dato segnali di crisi che però sembrava superata. Poi la crisi di cui, per ora, non si vede lo sbocco.(g.s.)