Viaggio nel Campus al centro dell'inchiesta
di Marianna Bruschi wPAVIA Civico 29, strada Cascina Cascinazza. Polo Didattico. Il logo in ottone dell'Università degli Studi di Pavia davanti alle porte scorrevoli. Siamo al Campus Aquae: piscine e palestra sotto, aule sopra. E sotto ancora il centro benessere. Mentre i ragazzi sono in attesa di sostenere un esame e aspettano il loro turno in corridoio, all'aperto una mamma tiene per mano due bambini. Anche loro sono in coda, ma per la piscina. Sono i due volti del centro sportivo al Cravino, tra le strutture al centro dell'inchiesta della procura di Pavia. Le vetrate si affacciano sulla piscina, c'è una terrazza ad allontanare lo sguardo, ma si sentono gli schiamazzi. L'ingresso mostra quanto possano essere uniti due mondi in apparenza separati: un cartello indica che al primo piano si possono raggiungere le aule didattiche. Un altro mostra una donna in attesa di un massaggio: è la targa della Vitruvio Spa. Le pareti sono dipinte di marrone cacao, si scende la scala, si arriva al piano -1 e si aprono le porte del percorso benessere. Due volti vicinissimi in questa struttura da 20 milioni di euro. Davanti alle aule alcuni ragazzi aspettano di sostenere un esame. Sono quelle a gradoni che ospitano i test delle facoltà a numero chiuso. Ci sono due paia di scarpe appese alle pareti, ricordano quelle del Palazzetto di Bologna appese al muro per confrontarsi con i campioni del basket. Ci sono anche i palloni che pendono dal soffitto. Simboli. Qui fanno lezione gli studenti di Scienze motorie. A ribadire che questa è una struttura universitaria lo dice il logo dell'ateneo, che si trova un po' ovunque. Anche il cartello che indica i servizi igienici lo riporta. La vita universitaria è silenzio. Sarà l'ansia da esame. Due ragazzi bisbigliano sugli appunti: sono soli sull'ultimo di una lunga fila di tavolini. Eppure parlano piano. Si procede per contrasti. Si torna al piano terra. Bancone dell'accoglienza, iscrizioni in palestra, ingressi al centro benessere. Via vai di gente. Divanetti e tavolini. Tre ragazzi studiano anche qui. «Mangiamo un panino al volo, poi riprendiamo, senza perdere tempo», dicono. La loro aula studio è l'atrio della piscina coperta. Dal vetro si vedono decine di bimbi che seguono le indicazioni dell'istruttore. Corso di nuoto. Qualche caffè al bancone del bar, mentre il ristorante si prepara per il pranzo. L'ingresso della piscina esterna è oltre la veranda. Una mamma con il bimbo per mano. «Ma facciamo il bagno in mare»? Chiede. Un sorriso. Ha involontariamente recitato lo slogan che compare sul sito del Campus: «Ecco il mare della nostra città». Allo sportello arrivano un paio di ragazzi. «Siete universitari»? La domanda viene posta perché l'essere universitari comporta uno sconto. Poca roba, in realtà. Da lunedì al venerdì l'ingresso costa 9 euro. Diventano 12 sabato, domenica e festivi. In settimana lo sconto per l'Università è di 1 euro, di due nel week end. Ci sono abbonamenti, offerte speciali, dalla pausa pranzo alla mezza giornata, i pacchetti famiglia. Ma per molti i prezzi restano alti. «Quest'anno per il momento non c'è tanta gente – dice uno dei bagnini in piscina – è colpa del tempo». Incerto, prima. Una bufera, poi. C'è una distesa di sdraio vuote. Quelle sul prato. Quelle a bordo vasca. Anche i tavolini del chiosco all'aperto hanno pochi clienti. Ma i bambini ci sono, bastano ad animare la mattinata. Entrano ed escono dalle due vasche. Sul pavimento della piscina che gradualmente diventa più profondo ci sono ancora gli adesivi di un pesce e una tartaruga. Sbiaditi. Non più accesi come nel 2009 a piscina scoperta appena inaugurata. Dai tavolini del bar si vedono le palazzine di Green Campus, il tetto della Nave, sede della facoltà di Ingegneria, la Maugeri. Gli alberi garantiscono fili di ombra a chi sceglie il prato. Il tempo incerto non aiuta, vero. Ma intanto la struttura ha raggiunto il milione di ingressi dal 2010, anno in cui si sono aggiunte le piscine coperte e la palestra. La porta scorrevole si apre. Entra una ragazza con i pantaloncini corti e lo zaino in spalla. Direzione primo piano, le finestre a vetrata sul mondo, i tavolini nel silenzio per studiare. La porta scorrevole si apre. Esce una signora con un abito leggero. Ha appena finito la palestra. Non si guardano, forse non si vedono. Università e città. Studenti e famiglie, atleti e mamme, anziani e giovani. La porta scorrevole si apre: benvenuti al Campus Aquae.