BUFERA SU PAVIA
di Adriano Agatti e Fabrizio Merli w PAVIA Tecnicamente si chiama «temporale super cellulare». All'atto pratico, ha significato venti minuti di bufera, con vento a 70 km/h, fulmini, grandine e quasi il doppio della pioggia media del mese di luglio concentrato in pochi minuti. La fotografia scattata da Mario Rossini a San Genesio è impressionante. Vi si vede, sopra Pavia, una formazione circolare che somiglia in maniera impressionante ai twister, i tornado degli Stati Uniti. Alla fine, la città ha iniziato la conta dei danni. Ferito da una tegola Intorno alle 18.10 i mezzi del 118 hanno raggiunto piazza Borromeo. Un uomo di 45 anni che si trovava all'aperto nel momento di massima forza della bufera è stato colpito al volto da una tegola caduta da uno dei tetti. Ha riportato una ferita lacero contusa al naso ed è stato portato al San Matteo per accertamenti. Tegole sono cadute in strada anche all'altezza dell'incrocio tra via Ferrini e via Taegio. Tronchi divelti La prima e più evidente conseguenza, tuttavia, aveva riguardato gli alberi. Tanti quelli spezzati o abbattuti. Ne sono caduti in viale Ludovico il Moro, via Abbiategrasso, via Cesare Correnti, viale Campari e viale Bramante. In strada Campeggi, l'ingresso delle ambulanze al pronto soccorso del Dea è stato impedito dalla caduta di una pianta. Alla motonautica, un tronco si è schiantato su un'auto. Allagamenti in città Le sirene dei vigili del fuoco hanno iniziato a solcare la città poco dopo la fine del nubifragio. Il sottopasso di corso Manzoni è finito sott'acqua, anche se non è stato necessario chiuderlo al traffico. Cantine allagate tanto all'istituto Pertusati, quanto al Santa Margherita. In entrambi i casi, fortunatamente, le stanze degli anziani non sono state interessate. Ma al Santa Margherita si è verificato un black out, mentre al Pertusati la difficoltà è stata costituita dal fatto che viale Matteotti, di fronte all'istituto, era sommerso da almeno 50 centimetri d'acqua, e quindi non era possibile liberare le cantine. Come a Firenze La pioggia martellante è riuscita a filtrare attraverso il tetto della biblioteca universitaria di San Tommaso. Centinaia di libri hanno avuto le pagine inzuppate di acqua. Con un'immagine che riportava alla mente l'alluvione di Firenze nel 1966, alcuni studenti sono intervenuti per mettere in salvo i volumi ancora asciutti e tentare di limitare i danni provocati dalla pioggia. Dramma sfiorato All'autostazione delle corriere, in via Trieste, si è sfiorato il dramma. A causa del vento che ha raggiunto punte di 74 chilometri orari, una parte della copertura si è staccata ed è precipitata nel cortile. Per fortunta, in quel momento sotto non vi erano persone, poichè le conseguenze avrebbero potuto essere tragiche. Anche al piano terra dell'autostazione, che è aperta all'esterno, si sono accumulati alcuni centimetri di acqua, come è accaduto sul Lungoticino. Acqua anche in Duomo L'acqua che scendeva dal lanternino della cupola ha preso alla sprovvista i fedeli che stavano assistendo alla messa delle 17 in Duomo. Pioveva all'interno della navata centrale e del transetto. Il parroco, don Ernesto Maggi, precisa che la «pioggia si è insinuata attraverso le grandi finestre del lanternino, bagnando la pavimentazione della navata centrale». Tangenziale chiusa In serata, la tangenziale Ovest è stata chiusa per verificare la stabilità di alcuni alberi. Le piante, ai margini della carreggiata, sembravano avere subito danni a causa del vento. La stradale l'ha riaperta dopo un'ora, quando la sicurezza è stata ripristinata. Cittadini in attesa Ieri in tarda serata erano ancora 150 i cittadini in attesa dei vigili del fuoco impegnati in decine e decine di interventi durante e dopo il nubifragio.