Posti letto per il turismo Una provincia bloccata

Il turismo non fa cassa. La bilancia dei pagamenti turistica per la provincia di Pavia, analizzando la serie storica degli ultimi tre anni, mostra come il territorio risulti poco attrattivo per il turista straniero. Dai raffronti esaminati dalla Camera di commercio, il saldo tra la spesa sostenuta dal turista straniero sul nostro territorio e la spesa sostenuta all'estero dai viaggiatori pavesi presenta un disavanzo negativo pari al 131 milioni di euro nel 2013, toccando l'apice nel 2012 con un differenziale negativo tra crediti e debiti pari a 159 milioni di euro, il saldo negativo più consistente negli ultimi 5 anni. di Fabrizio Guerrini wPAVIA Expo 2015, miraggio e sfida per il turismo locale. Secondo le previsioni la kermesse mondiale , dovrebbe attrarre 21milioni di visitatori di cui 30 per centro stranieri. Come si prepara la provincia di Pavia a questa presunta invasione? L'ultimo rapporto della Camera di commercio, sullo stato dell'economia locale, mostra un quadro delle strutture turistiche che punta verso il basso. Si parte dalla situazione ricettiva: la provincia di Pavia si compone di 348 strutture tra il comparto alberghiero (131), quellodegli agriturismi (che con 152 location, rappresentando il 44 per cento dell'intero comparto) e i bed & breakfast (65), con una capacità ricettiva globale di 8.853 posti letto. Pavia incide sul numero totale degli esercizi regionali solo per il 5% e per il 2,5% per il numero dei posti letto. Le province che seguono Pavia, per numero di esercizi turistici sono Lecco (325), Cremona (144) Monza e Brianza (131) e Lodi (54). Più piccole per estensione. In effetti gli indicatori di ricettività, che valutano l'impatto del turismo su un territorio, mostrano una scarsa offerta per il turista soprattutto nelle province collocate nel sud Lombardia. In particolare, osservando il numero di posti letto per chilometro quadrato le province di Mantova, Pavia, Lodi e Cremona registrano una densità ricettiva al di sotto dei 3,5 punti (la media Lombarda va da 5 a 69,5 per i centri di maggior attrazione). In provincia di Pavia aumentano i transiti nordi e fuggi, ma ci si ferma meno. I dati forniti dall'Istat relativi ai flussi turistici della provincia di Pavia, evidenziano, infatti, un incremento degli arrivi dell'11,4% rispetto all'anno precedente con 229.537 turisti, ma una diminuzione delle presenze pari al 4,3% con 566.285 pernottamenti contro i 591.925 del riducendo la permanenza medelle notti sul territorio a 2,5 notti. Il cliente italiano ha incrementato gli arrivi del 10,7% ma ha diminuito le presenze dell'oltre 6% . Meglio gli stranieri: sono aumente le presenze 14,4 per cento) e le permanenze (meno 2,5 per cento). Ma lo studio camerale mostra un dato preoccupante: sono in diminuzione le presenze (meno 11 per cento) di turisti italiani e stranieri nel settore extraalberghiero, ovvero quella della rete di agriturismi e strutture simili. Ed è un dato in controtendenza rispetto ad altri contesti italiani ed europei. Approfondendo la destinazione del turismo in agriturismi, b&b;, campeggi, casa vacanze e altro ancora il Comune di Pavia incide sul totale delle presenze per il 42,55% e per il 33,14% per gli arrivi. I Comuni di Vigevano, Garlasco e Mortara raggiungono il 4% delle presenze e il 4,8% degli arrivi. La rete di ricettività diffusa, legata ai territori del vino (Oltrepo) e della storia (Pavese-Lomellina) è in flessione. Da qui, dicono gli esperti, si deve ripartire in vista dell'Expo.