Ospedale, lavori a rilento Slitta l'apertura del Dea

di Claudio Malvicini wVIGEVANO I lavori del Dea procedono, ma l'Azienda ospedaliera (Ao) non dice quando finiranno. Di certo c'è che i tempi si allungano, visto che non risulta ancora assegnato l'appalto per gli arredi del nuovo Pronto soccorso. L'attesa però non può durare ancora molto, perché il Centro trasfusionale dell'Avis deve lasciare la sede seminterrata per spostarsi nei locali dell'attuale Pronto soccorso entro dicembre, altrimenti perderà l'accreditamento. Inoltre, pochi giorni fa i dirigenti hanno chiesto alla Regione di poter assumere negli otto ospedali provinciali fino a 25 persone, tra infermieri e operatori sociosanitari, ma anche in questo caso non ci sono certezze, e il sindacato già dice che quel numero è insufficiente per coprire tutte le esigenze. «Le 25 assunzioni in otto ospedali erano state calcolate nel 2013, ma da allora la situazione è peggiorata, perché ci sono stati dei pensionamenti – spiega Sante Marangon, sindacalista della Rsu dell'Azienda ospedaliera –. A Vigevano, ad esempio, due lavoratori sono andati in pensione in Traumatologia e ora ci sono dipendenti che vengono da altri ospedali dell'Ao per coprire i turni e garantire così il funzionamento dell'ambulatorio. A volte scende una persona dal reparto, che però così resta sguarnito. Negli altri reparti dell'ospedale di Vigevano i problemi sono simili». Non si sa se la Regione darà l'ok a tutte quelle assunzioni né dove andranno a lavorare i nuovi dipendenti. «È il modello a non funzionare – continua Marangon – perché la legge prevede la sostituzione di solo il 40% di chi va in pensione. Si può anche ragionare su come organizzare diversamente il lavoro, ma se le persone mancano, c'è una sola possibilità: chi è assunto, deve lavorare molto più di prima». Intanto continuano i lavori al corridoio coperto che collegherà il nuovo Dea e il blocco centrale dell'ospedale, dove si trovano Rianimazione e Unità coronarica. «Non ci sono cartelli che indicano la fine lavori – conclude il sindacalista – e nessuno ci ha mai detto quando il Dea sarà operativo. Per ora abbiamo sentito solo promesse». ©RIPRODUZIONE RISERVATA